Filippo Neri l’apostolo di Roma. 121 Per sedici anni trascorse il giovane asceta in casa di Caccia una vita di preghiera e di dura penitenza.1 Quali pensieri lo tenessero occupato in preferenza, quali meditazioni lo avessero attirato proprio verso Roma si può dedurre dai suoi esercizi di pietà, cui egli si consacrava di preferenza. Poiché egli visitava molto spesso le sette Chiese di Roma con i loro ricordi degli apostoli e dei martiri,3 e passava pregando e meditando intiere notti nell’unica catacomba accessibile per quel tempo, quella di S. Sebastiano.3 Era perciò la Chiesa primitiva con le sue grandi azioni dello spirito di fede e di amore per Cristo, che con la sua immagine s’innalzava all’occhio della sua mente e infiammava il suo cuore con sete insaziabile verso un simile eroico coraggio. Sino a dieci ore poteva egli, senza stancarsi, trattenersi in simili pensieri nelle catacombe di S. Sebastiano, e per lui era come se durante quella preghiera -si accendesse nel suo petto una fiamma ardente, cosicché apriva con forza i suoi abiti per spegnere in qualche modo il fuoco interno. 4 Questo stato mistico, che lo accompagnò per tutta la sua vita, raggiunse il suo massimo punto nella Pentecoste del 154.4 in un avvenimento che si può raffrontare alla stimmate di san Francesco, la cui spiegazione però lo storico meno di tutti può provarsi di dare.5 In una maniera del tutto straordinaria, mentre pregava in una cappella delle catacombe di S. Sebastiano,a egli s’intese penetrare dall’amore verso Dio, e nello stesso tempo, quasi fosse stato necessario procurare più ampio spazio al battito violento del suo cuore, egli trovò, dopoché l’incidente era passato, che sopra del suo cuore, la parete toracica si era elevata più che la grossezza di un pugno; l’esame medico dopo la sua morte stabilì che due delle costole false si erano piegate verso fuori ed erano sciolti i punti di congiuntura fra la parte ossea e la parte cartilaginosa delle costole, senza però procurargli alcun senso di dolore.; Potè dirsi la sua consacrazione ad apostolo del- 1 Oapecklatro T. 90 ss., 129 ss. 2 Ibid. 134 s. 3 Ibid. 153. 4 Capecelatro I, 132. 5 Ibid. 158 s. 8 Fotografia presso Kerr, Pippo Buono 53. 7 An gei .o Vettori (Victorius) ohe fece la sezione, pubblici) un proprio scritto, ]linfurili palpitntionix cordi» ruptarumque conti/rum Philippi Nerii, Itomae 1613 (Gurlt-Hiksch, Lexikon der hervorragendsten Arzte aller Zeiten VI, Wien-Irf'ipzig 1888, 102). Il celebre medico e botanico Andrea Cisalpino dice nel mio Katoptron sive Speculum art in medialo hippooraticum, 1. 0, c. 20 (Franco-forte 1605, 476) : « Repertum est Romae nuper in b. Philipp» Xerio sacerdote, •ini saepius in palpitationes cordis incidebat ex vehement! extasi, cor valde «uiplum et arteria, quae ducit in pulmonem, duplo latior naturali. Eidem duae costae mendosae in latere sinistro abruptae a suis cartilaginibus follis instar elcvaliantur et deprimebantur, dum palpitationem pateretur, quo remedio divi-