Carlo Borromeo in lotta col cesaro-papismo spagnuolo. tanamento, ch’egli presto partirebbe per Roma e che non tornerebbe più. Quivi in una larga cerchia si giudicava come impossibile ch’egli potesse proseguire l’opera della riforma in Milano nella maniera sinora usata. L’opinione in Roma si era così rivoltata contro lui, che le disposizioni emanate dal « zelante » in Milano trovavano appena un difensore, e i suoi rappresentanti erano appena sopportati. Borromeo stesso fè giungere agli orecchi del papa il lamento che qualche volta egli dovesse difendere !e sue disposizioni come un accusato dinanzi al giudice.1 Nel suo arcivescovato la continua ostilità per parte dell’autorità civile ebbe in conseguenza, che si propagò uno spirito di opposizione e d’insubordinatezza, il quale sembrò che ponesse di nuovo in pericolo tutto quello che il Borromeo, con un lavoro di anni, aveva fatto per l’elevazione morale della sua diocesi.2 La voce che Gregorio XIII non approvasse la condotta dell’arcivescovo operò nello stesso senso. Col richiamarsi al papa sorsero di nuovo le danze che il Borromeo aveva quasi intieramente messo da banda, e la conseguenza fu, che si ebbero cinquanta omicidi3 in tre o quattro mesi; ogni monaca ribelle giudicava di poter scusare la sua opposizione al vescovo con l’opinione del papa. * Speciani vide l’unica salvezza del Borromeo nel suo presentarsi personalmente in Roma, e nel trattare da sè le proprie cose.5 Il Borromeo venne, e contro ogni aspettativa, la sua venuta si trasformò per lui in un pieno trionfo. Al suo avvicinarsi già un miglio prima di ponte S. Angelo, la strada era affollata di gente. I prelati e i grandi, che poco prima stavano così freddi e sfavorevoli verso lui, facevano ressa per salutarlo e per essere ricevuti; il papa stesso lo fece scendere al palazzo apostolico.6 Non 1 Bascapè loc. cit. p. 123b. Giù ss ano loc. elt. p. 370. Cfr. la lettera rispettosissima e schietta del Borromeo al papa del 7 luglio 1579 precce Luca Bkx-,trami, La Roma di Gregdfio XIII negli Avvisi aIla Corte Sabauda (Nozze Bon-compagni-Borromeo), Milano 1917, xv s. 2 « Si era eccitato un tale spirito di contraddittione et disobbedienza, che infino da’ particolari non solo laici, ma ecclesiastici ancora et monache si contradiceva ad ogni ordinatione, che facesse il Cardinale contro suo gusto et mandavano a Roma». Bascapè a Filippo II, presso Sala, Docum. II. 72. 3 Ibid. 77. Bascapè 1. 5, c. 7, p. 123*. Sylvain II. 224. Gregorio XIII si era realmente pronunziato con pili mitezza del cardinale a proposito delle danze. Sala, IJocum. II, 194, n. 71. Altre differenti opinioni, ibid. n. ,74. 4 Vedi n. 2. 5 Bascapè p. 123b. Giussano p. 370. 0 Bascapè 1. 5, c. 7s., p. 125*, 126* « Nell’arrivar qui volse alloggiare a S. Prassede suo titulo senza nessuna sorte d’addobamenti, ma il Pontefice il giorno seguente, che fu all’udientia, lo ritenne in Palazzo per maggior com-modità. disse, di quei che rilaverebbero visitato, et egli se ne contentò; ma il quarto giorno fornite che furono le visite, volse ritornarsene al primo alloggiamento ... Avanti hieri ci andò [alla villa papale] anco il Cardinal Borromeo,