158 Gregorio XIII. 1572-1585. Capitolo 2. era un lusso pazzesco quello che prodigava il « grande cardinale », come lo chiamavano, e dal 1578 decano del Sacro Collegio; egli riuniva pure attorno a sè numerosi dotti e letterati, fra questi il celebre Fulvio Orsini. Non si sa se debba più meravigliare la illimitata generosità del Farnese o il suo fine gusto per l’arte e per la scienza. Ancora oggi annunziano la sua gloria la grande chiesa del Gesù in Roma,1 e il palazzo Farnese compiuto nel 15792 oltre cui il cardinale nello stesso anno acquistò la Farnesina,3 e l’incomparabile, imponente e pure gaio castello di Caprarola presso Viterbo, costruito dal Vignola,4 i cui affreschi, che celebrano il proprietario del castello e Paolo III, eseguì Taddeo Zuccaro secondo il programma di Annibai Caro.5 Come cultore di arte, il Farnese, che il papa trattava con molto riguardo/ fu ancora superato da Ferdinando de’ Medici. Nella città abitava il figlio di Cosimo a Campo Marzio, nel palazzo di Firenze, che suo padre aveva acquistato dalla famiglia di Giulio III. Ferdinando lo fece decorare da Giacomo Zucchi con splendide pitture nelle volte.1 Nei pressi fondò il cardinale, in corrispondenza ad un vivo desiderio di Gregorio XIII, la celebre Tipografia orientale.8 La sua villa al Pincio, il colle dei giardini degli an~ 1 €fr. sotto 11 capitolo XII. - Vedi in App. n. 28-41 il brano di Mucantius, * Diarium, (10 aprile 1579) Archivio segreto pontificio. C-fr. Tomassetti. Campagna II, 471!. * Cfr. L. Sebastiani, Deserte, di Caprarola, Roma 1791 ; Tr. Frangipani, Deserte, del palazzo di Caprarola, Roma 1869: Atti Moden. Ili, 362, V, 1 s. ; Gnu,ITT, Barockstil 45 s, ; Gothein I, 290 s. ; Wölfflin, Renaissance und Barock 109; Riegiì, Barockkumt, 74 s.; Müntz III, 171, 374 s.; Gerstfeldt-Stein-mann, Pilgerfahrten in Italien, Lipsia 1910 ; F. Gai, Palazzo Farnese m Caprarola, Roma 1895; Allgem. Zeitung 1895, Beil. n. 96; Kunsthist. Jahrbuch des österr. Kaiserhauses XXIII. 33 s.; G. Balducci. Il palazzo Farnese in Caprarola, illustr. mila sta/ria c nell’arte, Roma 1910; Sante Bargkij.ini, I Monti' del Cim ino. Bergamo 1914, 78 s. ; A. Boseixi, Il carteggio del card. A. Farnese, Parma, 1921. 66 s. T'n supplemento bellissimo lo forma la monografìa sventuratamente poco nota dell'ambasciatore di Svezia a Roma, versato nell’arte, Carlo barone Von Bildt « Caprarola », edita nella rivista svedese Ord och Bild., 1903. Lo stesso barone possiede un manoscritto: * La Caprarola d’Ameto Orti, che in 240 poesie latine descrive le bellezze del castello Farnese. Ctjgnoni pubblicò dal Cod. I, V, 191 della Biblioteca Chigi nel Bollett. d. Soc. filol. Rom. X, «191 epigrammi lat. d’autore ignoto che illustrano le opere d’arte del pai. Farnese in Caprarola ». Cfr. anche la poesia di Lorenzo Gambara, Caprarola. Roma 1581. ® Vedi Vasari VIII, 115s.; cfr. Cugnoni. A. Caro, 162s., 165s. 6 Vedi la ♦relazione del 15S1 di Serguidi nell’Archivilo di Sfiato in Firenze. 7 Cfr. Tesoroni, Il Palazzo di Firenze, Roma 1S89, 67, e H. Voss nella Zeitschrift für bildende Kunst XXIV (1913), 151 s. Zucchi mise il ritratto del cardinale nel suo quadro di altare della Messa di S. Gregorio, che ancona si conserva nell’oratorio della SS. Trinità dei Pellegrini. « Cfr. sotto p. 200.