L’imperatore infrange il patto di alleanza. 561 occhi dell’imperatore continuare a predicare contro 1’« anticristo di Roma ».1 Tutti questi patti coi vinti Stati protestanti furono conclusi senza chiedere l’assenso del papa o quello del nunzio Verallo nominato rappresentante del legato, come prescriveva con precise parole il trattato del giugno 1546.2 Che Carlo fosse certamente co-;■ cieinte di agire in questo contro il patto ci è dimostrato dal suo scrupoloso studio di tenere lontano da tutte le trattative il nunzio. areva che il nunzio ci fosse solo per ricevere le lagnanze imperiali sulla condotta delle truppe papali e minacce pel caso che Paolo III non acconsentisse a un prolungamento del trattato. Anche qui fu espiata la circostanza, che Verallo non fosse all’altezza della sua posizione. Un altro uomo avrebbe insistito con molto maggiore -energia sull’osservanza del trattato. Se tutto il contegno tenuto fino allora dall’imperatore era fatto per rendere il papa disgustato dell’alleanza, le convenzioni contrarie a i patti cogli Stati protestanti assoggettati dovevano di nuovo dar luogo in Roma all’idea, che l’imperatore si servisse degli aiuti del papa solo per ampliare la sua potenza politica e che, incurante di lui, immischiandosi in faccende interne della Chiesa, facesse illeciite concessioni ai protestanti e che s’accorderebbe per tal via coi medesimi. Date queste circostanze può comprendersi che il papa alla fine si decidesse a rifiutare il rinnovamento dell’alleanza scaduta in dicembre, a sospendere il pagamento dei sussidi ed a richiamare le sue truppe. Per quanto la condotta di Paolo III sia comprensibile in quelle condizioni e per quanto il diritto formale fosse dalla sua parte, bisogna pur chiedersi, se un papa partente unicamente da punti di vista ecclesiastici avrebbe fatto simile passo, che doveva portare grandi vantaggi ai protestanti.3 Del resto il dissidio fra imperatore e papa non avrebbe assunto carattere così violento se la Francia non avesse continuamente fatto da istigatrice. Nel suo timore dell’impero mondiale degli Hab-sburg Paolo III non era che troppo propenso a dare ascolto a simili suggerimenti, tanto più che Carlo V dava motivo a giuste lagnanze. Tutt’e due le parti portano la colpa che rispuntassero sempre nuove differenze e che finalmente si venisse allo scioglimento della lega diretta contro il comune nemico.4 1 Gir. Venet. Depeschen II, 137. 2 Ofr. i lamenti di Maffei nella lettera del 23 gennaio 1547 presslo Balan ' 282 e la lettera ili Farnese del 5 febbraio 1547 in Nuntiaturberichte IX, 456. 3 Rankf, (Päpste I“, 167) va troppo avanti quando dice che il papa aillora si sarebbe sentito alleato dei protestanti. 4 Hebgenböther (Kirche und Staat 220) pensa die la parte non minore ««ila colpa ricada su Cterlo V. Pastor, Storia dei Papi, V. 36