550 Paolo III. 1534-1549. Capitolo 12. Il dì seguente Achille de’ Grassi era deputato a Roma per istruire minutamente il papa sullo stato delle cose. Bertano non andò lungi, che a Bressanone incontrò Aurelio Cattaneo segretario del cardinale di Trento, il quale tornava dalla corte imperiale e gli dipinse sì vivacemente l’umore irritato di Carlo V contro le idee di traslazione, 1 che si persuase dell’inutilità della sua missione e tornò a Trento il 4 d’agosto. In seguito a ciò anche de’ Grassi venne richiamato a mezzo di staffetta per essere rimandato ai 6 d’agosto con informazioni più precise, quali rispondevano alla situazione del momento. Egli recava una lettera di Cervini al papa in data del 5 d’agosto, in cui questi riferiva sulle gravi minacce pronunciate contro di lui dall’imperatore.2 Contemporaneamente i legati mandarono a Verallo una lettera stesa ai 5 d’agosto, nella quale si giustificavano dall’accusa fatta ad essi a specialmente a Cervini che volessero procurare lo scioglimento del concilio.3 Ai 7 d’agosto partì alla volta di Roma anche Bertano, mandato da Madruzzo.4 Intanto nella notte precedente il 7 agosto era arrivato da Roma a Trento il segretario di Farnese, Montemerlo, che insieme a lettere del Cardinal Santafiora del 3 e 4 agosto, in cui si raccomandava Lucca, rimise ai legati una bolla in data 1° agosto 1546, colla quale, pel caso che riconoscessero impossibile la continuazione del concilio a Trento, ricevevano i poteri di farne col consenso dei padri o della loro maggioranza la traslazione in un luogo più comodo. 5 Oltracciò Montemerlo potè mostrare una lettera d;i Santafiora a Verallo, con cui questi veniva incaricato di notificare all’im-peratore la traslazione progettata pur evitando l’apparenza che si cercasse l’approvazione di lui. Lasciavasi in facoltà dei legati far proseguire al destinatario quella lettera mandata aperta.6 I cardinali imperiali e l’inviato Mendoza accolsero con viva opposizione la notizia. Consenzienti i legati, Farnese s’accordò con loro nel senso, che non s’avesse da compiere la traslazione nè da spedire al Verallo la lettera arrivata per lui prima che fosse giunta i Masbakeixi Diarium III, ed. Merkt,e I, 565. Sull’ira dell’imperatore e le sue minacce ripetutamente pronunciate specialmente contro Cervini, al quale attribuiva la colpa principale dei propositi (li traslazione, cfr. anche le relazioni