188 Paolo III. 1534-1549. Capitolo 3 b. In causa del tempo tempestoso, solamente ai 21 di maggio potè aver luogo la seconda conferenza tra l’imperatore e il papa. A questo colloquio Paolo III non avea preso con se nè alcun cardinale nè altri chicchesifosse, mentre l’imperatore comparve con grande seguito, anzi con una guardia del corpo di 500 uomini. Egli non fidavasi dei Francesi, sicché anche la conferenza non avvenne nel convento dei Francescani, sì bene in una tenda di gala entro un giardino d’aranci sulla costa marina fra Nizza e Villafranca, essendo in vicinanza le sue galere. Oggetto principale della conferenza fu l’impresa contro i Turchi, che Carlo V voleva condotta in senso puramente difensivo nell’anno in corso e offensivo soltanto nel 1539, sul qual punto non erano d’accordo gli inviati veneziani. Paolo III, tenendo in considerazione l’opera della pace e la Francia si espresse contro l’inizio di preparativi per la guerra offensiva prima che fosse chiusa la conferenza.1 Mentre il re fancese si faceva sempre aspettare, il papa non stancavasi di esporre diffusamente e pressantemente l’insufficienza d’un armistizio e la necessità d’una pace. Come unicamente da lui era partita l’idea del convegno, così anche a Nizza le trattative decisive vennero condotte da lui in modo affatto indipendente. Egli non potè appoggiarsi sul Collegio cardinalizio perchè diviso in due parti.2 Questa volta la politica di Paolo III ebbe un’impronta ancor più personale che per l’addietro perchè dal 1° gennaio 1538, colla caduta del segretario Ricalcati sostituito dal cardinale Alessandro Farnese, era intervenuto un decisivo cambiamento nella trattazione degli affari di Stato.3 Dei cardinali nei suoi sforzi per la pace il papa ebbe al fianco specialmente il nobile Sadoleto.4 Se Paolo III riusciva, era lecito aspettarsi un’èra affatto nuova nel campo politico e religioso. La conciliazione tra Carlo e Francesco era d’incalcolabile importanza per l’allontanamento del pericolo turco, per il concilio e per l’eliminazione del dissidio religioso in Germania. E quanto non doveva crescere l’autorità del papato, se il suo titolare riusciva a dare la pace ai popoli, che aspettavanla con tanto ardore ! Nè pesava meno sulla bilancia la circostanza, che, dato un tale felice successo, anche gli interessi dei Farnese potevano avvantaggiarne grandemente.5 timo dà come