Convegno del papa con Carlo V a Busseto. 465 rarono ulteriori negoziati in Roma. La nomina bramata dall'imperatore di cardinali a lui devoti andò ini fumo perchè Paolo III rimase fermo sul punto, che nel caso d’una creazione dovevasi tenere conto conveniente anche della Francia. Carlo Y propose inoltre di por fine alla condizione d’ostilità tra Paolo III e Aseanio Colonna mediante il matrimonio d’un figlio d’Ascanio con Vittoria nipote del papa, ciò che importava la rottura delle trattative per le nozze di Vittoria col duca d’Orléans. Un’altra questione, di cui si discusse a Busseto, riguardava il possesso di Milano, negozio strettamente connesso col più importante, che si desse allora, la riconciliazione cioè tra Carlo V e Francesco I. Il progetto già per l’addietro ventilato di conferire Milano a un terzo era stato allora suggerito a Carlo V da uno dei suoi più fedeli aderenti nel Sacro Collegio, dal cardinale Carpi, che in un menoriale svolse l’idea non dovere l’imperatore essere conte, duca, principe, ma soltanto imperatore; non avere molte provinole, ma grandi feudatarii. La fortuna averlo abbandonato dopo che aveva preso possesso dii Milano. La restituzione del ducato a Francesco I non soddisferebbe la sua sete di territorii, anzi non farebbe che stuzzicarla ancor più; ma neanch’egli dovrebbe tenerlo avendo appunto per ciò stesso cotanti nemici perchè si sospetta che egli agogni terre d’altri. Ove si purgasse da questo sospetto col cedere Milano a un duca proprio, Francesco I non troverebbe più seguaci, Carlo invece avrebbe per sè la Germania e l’Italia, porterebbe i suoi vessilli nelle più lontane nazioni e acquisterebbe fama immortale. 1 Che se aveva e da non lasciare Milano ai Francesi e da non tenerlo neanche per sè, all’imperatore doveva apparire una buona scappatoia rendere felice con quel ducato il suo genero Ottavio, nipote del papa. Questo piano, spuntato già prima, era stato raccomandato a Carlo V da Pier Luigi Farnese a Genova ed ora a Busseto venne sottoposto a seria discussione. Carlo V non lo respinse >n alcun modo, potendo esso infatti produrre la desiderata pace.2 Pare che da principio ci sia stata speranza di intendersi su Questa base ed anzi il governatore di Milano, marchese del Vasto, fwU accuse, Patìa vicini (lib. 5, c. 2-3) per troppo ampia apologia di Paolo III ufr. anche Affò 4!) s. ; Ranke, Pàpste III, 36*; Brischab I, 131 s.) non s’in- Wntrano. 1 V. * Discorso del rev. card, di Carpi del 1543 a Carlo V Cesare del modo dominare (Biblioteca Corsini in Roma n. H3). Ranke {Pàpste I", che si servì di questo codice, opina che il memoriale sia stato composto ors« già nel 1542, ma anche altri esemplari, come i tre nella Biblioteca Razionale in Parigi (Cod. Ital, 10075, n. 3; 10076, n. 14 e Cod. 1067 littore] e Cod. l'rbm. 855, f. 66 s. della Biblioteca Vaticana portano '«uno 1543. 2 Cfr. Eiises IV, 349, n. 1. ■ 48tob, Storia dei Papi, V. 30