694 Paolo III. 1534-1549. Capitolo 15 a. Roma non; lo si onorò a sufficienza, egli assunse l’aria di sprezzare profondamente la Curia.1 Nel 1540 l’Aretino tornò a comporre un sonetto contro Paolo III, che però non rese di pubblica ragione ;2 nel 1543 scrisse sotto l’anonimo un violento libello sulla società della corte romana.3 Più tardi offrì pel prezzo di 150 scudi a Pier Luigi Farnese la dedica della sua tragedia Orazia. Avuto il denaro, con un’ampollosa lettera d’elogio fece addì 1° settembre 1546 la stessa offerta al papa, che poi dileggiò nel modo peggiore in una lettera a Cosimo. È incomprensibile come mai ciò non ostante l’Aretino potesse lusingarsi di ottenere la dignità cardinalizia. Nel gennaio del 1547 egli tornò a scrivere al papa, il quale però non gii diede l’attesa ricompensa.4 Gareggiava coll’Aretino in libelli e poesie sucide Niccolò Franco che, amico dapprima, poi furioso nemico delPAretino, dovette nel 1539 abbandonare Venezia. Nelle sue peregrinazioni egli venne a Roma dove si coprì sotto apparenze religiose e seppe così conquistare la fiducia del cardinale Morone. Quando risultò, che in una collezione di sonetti satirici Franco s’era permesso l’incredibile nel mettere in dileggio le cose più sante e in oscenità, il papa ordinò che venisse cacciato.5 Poiché Paolo III interessavasi per la storia,0 è strano che solo poco si curasse7 del celebre Paolo Giovio, il quale nel mondo letterario di Roma teneva gran posto. Nelle sue storie costui aveva espresso la speranza, attestante cattiva cognizione del presente, che col papa Farnese si sarebbe rinnovata l’età aurea di Leone X : tanto più grande quindi fu la sua delusione quando la cosa non si avverò. Tuttavia Giovio rimase ancora per anni a Roma, dove formò il centro d’un circolo geniale : solo quando non gli toccò il vescovado di Como vacato nel 1548, egli lasciò indignato l’eterna città.8 1 V. Lett. eli Aretino (ed. 1539) f. 39 ; cfi‘. Burckhardt1 I”, 178. 2 Gior. d. lett. Ital. XIX, 255 n. 3 V. ibid. XXVI, 176 s. * V. Atti Mod. Ili, 86 ss. s Oír. Simiani, N. Franco, Torino 1894, 34 s., 106 s. Sulle lettere di Franco in * Cod. Vatic. 5642 vedi Picardi in Giorn. d. lett. Ital. XXVI, 223®. 6 Cfr. Carte Strozz. I, 323. ? La Dispensa perchè potesse comporre le storie, in data 21 ottobre 1537 presso Fontana II, 469 s. e Ofr. Gian in Giorn. cl. lett. Ital. XVII, 337. Nell’Indice dei lire-via Pawli III del 1539 trovasi una * lettera all'ardiiepì