Azione di carità per le peccatrici, pericolanti ecc. 381 nobili ed altre distinte persone si riunirono a formare la Compagnia dela Grazia, di cui divenne protettore il Cardinal Carpi. Dietro suo desiderio la Compagnia dovette per intanto tenere la direzione spirituale dell’istituto1 : Ignazio invece consegnò a tre nobili donne della città le tre chiavi di S. Marta.2 Gli fu detto, che i suoi sforzi erano senza prospettiva, giacché quelle miserabili erano già troppo indurite nel vizio ed egli rispose : « se riuscissi anche solo a far sì che una di esse passi una notte soltanto senza peccato, non mi pentirei della mia fatica».3 Egli ottenne più di quanto avesse osato sperare. Nel 1545 potè scrivere in Ispa-gna : « ora nella Casa di S. Marta ci sono da 37 a 38 donne, la maggior parte delle quali fa volontariamente rigida penitenza per la vita sua passata».4 Sino al termine del 1547 più di 100 di tali peccatrici erano già state messe sulla retta via.5 Un’altra fondazione quasi contemjporanea, che procedette parimente da Ignazio o almeno lo ebbe coautore, fu l’istituto di S. Caterina de’ Funari, dove fino a che sii maritassero o entrassero in un Ordine venivano albergate giovanette, la cui innocenza fosse in pericolo a causa della povertà o della cattiva educazione.0 Gli orfanotrofi di Roma avevano nel fondatore della Compagnia di Gesù un ardente amico. Margherita d’Austria mandavagli talvolta 200 a 300 ducati da distribuire a poveri. Gli venne detto thè con ciò era intenzione della principessa venire in soccorso anche alla povertà di lui e dei suoi compagni, ma egli non n? tolse mai neanche un soldo solo, facendo distribuire tutto ai conventi e istituti di beneficenza della città e dandone preciso conto.T Ignazio entrò neH’arciconfraternita di S. Spirito in Sassia il urimo anno del suo generalato colla promessa di dare annualmente un’elemosina all’ospedale.8 Una delle prove, alle quali assoggettava i suoi novizi, consisteva nel farli lavorare negli ospedali di Roma.9 Nelle loro visite agli ammalati in città i preti della Compagnia 1 Ignazio a Francesco Saverio ed' ai Gesuiti spagnoli da Roma 24 luglio 1543 ‘ principio del 1544; Bartolomé Feri'on S. J. a Rod'niguez da Roma 12 aprile 1546 (Mon. Ignat. Ser. I, I, 269-270, 286-287, 371-372); Ribadeneira lib. 3, c. 9 ; Oklandinus lib. 4, n. 75 ; Bartoi.i lib. 4, n. 18. 2 Ignazio a Leonor Osorio da Roma luglio o agosto 1546 (Mon. Ignat. Ser. I, I, 564). 3 Ribadeneira lib. 3, e. 9. 4 Moti. Ignat. Ser. I, I, 305. 5 Polanco all’Araoz in data di Roma 31 ottobre 1547 (Moti. Ignat. Ser. I, I, 013). 6 Ribadeneira lib. 3, c. 9; Oklandintxs lib. 4, n. 8. Gfr. Lanoiani II, 64 s. 7 Ribadeneira, Diehos y ìiechos de N. P. Ignacio (Mon. Ignat. Sei. IV, 1. 413) ; cfr. anche la Lettera del TjAynez 120. 8 L’atto di alccogHimento è stampato in Moti. Ignat. Ser. IV, I, 554-558. 9 Ofr. Hansen loc. cit. 145.