Paolo III politicamente neutrale. Contro le concessioni ai protestanti. 477 a romperla col capo civile della cristianità : diedesi anzi a vedere, che Giovio aveva giudicato rettamente la situazione allorché addì 7 giugno scrisse in quella sua maniera drastica al duca di Firenze: da uomo risoluto e generoso papa Paolo vuole di fatto rimanere neutrale. Posdomani sarà qui il Cardinal di Ferrara e batterà a una porta, che Inon s’apre. Sua Santità si imbacuccherà bene e andrà coi piedi di piombo per sfuggire alla tentazione di scappare. Si dice che il cardinale di Ferrara voglia, come ha fatto a Venezia, chiedere anche a Roma aiuto, ma S. Pietro intende rimaner neutrale come S. Marco.1 Pur propendendo fortemente dal lato francese,2 Paolo III evitò tuttavia un trapasso aperto, perseverando ancora nella neutralità da lui osservata da dieci anni. Quando poi corse voce di negoziati dei due avversarli per un componimento, egli, non ostante le offensive ripulse provate, in un concistoro del 30 luglio prese la risoluzione di sostelnere l’opera della pace coll’invio di un legato. La missione presso l’imperatore venne affidata al Cardinal Morone, quella presso Francesco I al cardinale Grimani.3 Nello stesso concistoro si prese posizione di fronte alla deliberazione della dieta di Spira, che tanto danneggiava la causa cattolica. Dal principio di giugno il papa s’era già consultato su questo negozio coi cardinali. Parve incompatibile coi doveri del capo della Chiesa pigliarsi tacendo i deliberati che ferivano cotanto gravemente la religione e l’autorità della Sede Apostolica 4 e tutto doveva farsi onde indurre l’imperatore a ritirare le concesioni da lui fatte. In questo senso aveva da lavorare Giovanni Ricci, arcivescovo di Siponto, mandato ai 27 di luglio del 1544 nunzio in Portogallo, incombendogli di persuadere ad influire su Carlo V il re di Portogallo e in Ispagna il principe Filippo ed altri eminenti personaggi.5 Si preparò poi da mandarsi allo stesso imperatore un breve di biasimo severissimo, che venne letto nel concistoro del 30 luglio.6 L’importante documento, alla cui composizione prese parte in particolare il Cardinal Carafa, fu steso soltanto ai 24 d’agosto dopo un’altra discussione della deliberazione spirense da parte d’una speciale congregazione cardinalizia. Oltre a quello per l’imperatore vennero parimente inviati brevi al confessore di lui, Soto, e al Granvella contenenti l’esortazione ad agire contro il deliberato Colonna ; v. la * relazione di Seri'istori del 23 giugno 1544. Archivio di Stato in Firenze. 1 Desjardins III, 49-50. 2 Vedi Adriani IV, c. 4. Cfr. Bkosch I, 180, n. 1 e Staffetti in Arch. stur. Hol 5 Serie XV, 71. 3 Vedi Raynald 1544, n. 20 ; Pieper 128 ; Ehses IV, 363, n. 4. 4 V. le lettere di Farnese del 22 e 23 luglio presso Ehses IV, 358, n. 2 ; cfr Pallavicini lib. 5, c. 5, n. 5. 5 Vedi Ehses IV, 362 s. 6 Acta consist. presso Eiises IV, 364, n. 2.