480 Paolo III. 1534-1549. Capitolo 8 h. nata per l’imperatore. Odasio non ne lasciò alla corte che una copia e riportò a Roma l’originale pur consegnando a Granvella e Soto i brevi diretti ai medesimi. Di presentare l’originale della lettera esortatoria diretta all’imperatore venne poi incaricato Flaminio Savelli, un congiunto del papa, che alla fine di gennaio del 1545 partiva per Worms onde portare le insegne cardinalizie a Ottoni; von Truchsess vescovo di Augsburg.1 La comunicazione della lettera esortatoria a re Ferdinando 11 agli Stati cattolici dell’impero era stata affidata a Giovanni Toni maso Sanfelice, vescovo di Cava, eletto addì 27 agosto 1544 nunzio straordinario in Germania. Costui eseguì la sua missione con tale rapidità, che fin dal 24 settembre Ferdinando I er,a in possesso dell; lettera diretta al fratello.2 Quando venne presentato, il contenuto del documento era in un punto importante sorpassato dai fatti, dalla conclusione cioè già avvenuta della pace tra Carlo V e Francesco I. Le convenzioni fatte il 17 settembre a Crespy escludendone il papa3 significavano per il re francese una pace onorevole. Per appianare la questione circa Milano venne convenuto che il duca d’Orléans, secondogenito del re, si sposerebbe o con M,aria, la figlia più anziana dell’imperatore o con una figlia di re Ferdinando, ottenendo nel primo caso i Paesi Bassi, nel secondo Milano. L’imperatore rinunciò alla Borgogna, il re restituì la Savoia e abbandonò le sue pretese su Milano, Napoli, le Fiandre e l’Artois. I due monarchi obbligaronsi a condurre insieme la guerra contro i Turchi ed a prestarsi mutuo aiuto per «tornare a unire la religione». A questo ultimo riguardo si fissò in articoli segreti, che i due principi dovevano spingere innanzi il concilio e attuarne le risoluzioni colla forza. Francesco I promise di non concludere niuna nuova alleanza in Germania, in ispecie non coi protestanti.4 Mercè la conclusione dèlia pace era eliminata una delle cause 1 Attesta il duplice invio del breve a mezzo di Odasio e del Savelli il Massarelli nel Diarium I sotto il 25 marzo 1545 (ed. Merkt-e I, 163). Cfr. in proposito le illustrazioni di Ehses (IV, 364 s., n. 2), elle discute le divergenti opinioni di Dkttffel ( Karl V. I, 73 s.), Friedensbtjrg (Nuntiaturberichlc Vili, 24) e Merkxe (I, 421, n. 1) contestanti la giustezza dei ciati del Mas BARELLI. 2 Vedi Ehses IV, 364, n. 2. Nella dieta di Wormis Granvella addì 7 aprale 1545 si lamentò fortemente col nunzio Mignanelli per questo invio del vescovo di Cava, specialmente perchè il breve fosse così venuto nelle mani an elle dei luterani offrendo ai medesimi occasione per attacchi (v. la relaziona di Mignanelli del 9 aprile 1545 in Nuntiaturberichte VIII, 97; cfr. Drufì i i-Prandi 42). 3 Cfr. Capasso, Politica I, 44. * Cfr. Baumgarten in Ilistor. Zeitechr. XXVI, 31 e Drtjfff.l, Karl 1 I, 49 s. sulla data del patto (17 o 19 settembre). Sul senso dell’ultimo alquanto indeterminato articolo della pace e sulla tendenza segreta dei contraenti veti' Soldan I, 186 s.