538 Paolo III. 1534-1549. Capitolo 11. giunse nell’eterna città la sera del 13, il corriere imperiale i 18 giugno, dopo di che l’ambasciatore s’affrettò a recarsi dal papa. La sera del 19 arrivò anche il Cardinal Madruzzo, che subito la mattina dopo fu ricevuto dal papa in udienza in una col Vega. il papa Farnese approfittò dell’occasione per lamentare il lungo differimento del negozio e per esporre le sue antiche querele contro Carlo V sul rifiuto del riconoscimento imperiale di Pier Luigi come duca di Parma e Piacenza, sui conflitti relativi agli spogli in Ispagna, sulle decime a Napoli e sul mantenimento della prammatica. Madruzzo s’affrettò a dare assicurazioni tranquillanti su tutto.1 Poiché neH’alleanza era espressamente richiesto l’assenso dei cardinali, il trattato dovette venir presentato il 22 di giugno a una congregazione generale, che si riunì nel palazzo di S. Marco, la residenza estiva del papa. I cardinali francesi e veneti sollevarono una sì violenta opposizione, che Paolo III si vide costretto a intromettersi personalmente nella discussione, avendo dalla sua specialmente Madruzzo, tutto ardente per la guerra. L’opposizione attaccò più di tutto le convenzioni sulla vendita dei beni ecclesiastici di Spagna, ma finalmente si fu d’accordo nell’abbandonare questo punto rimettendo al papa di trovare altrimenti un compenso. Dopo di ciò il patto fu accettato aH’unanimità.2 Del suddetto cambiamento non si tenne conto nella redazione allo scopo di non dar luogo a nuovo ritardo. Alla fine poi venne aggiunta soltanto la nota, che col giugno futuro indicato nel documento per l’inizio dell’impresa intendevasi il mese corrente del 1546. In questa forma l’atto fu firmato da Paolo III addì 26 di giugno alla presenza di Madruzzo e di Vega.3 Fin dal giorno antecedente il Cardinal Farnese era stato nominato in un concistoro legatus de latere presso l’imperatore e Tarmata.4 Ai 4 di luglio si tenne una funzione nella chiesa di S. Maria in Aracoeli, nella quale occasione il Cardinal Farnese ricevette la croce legatizia e Ottavio Farnese, destinato comandante in capo delle truppe, il bastone di maresciallo e le bandiere per la « guerra contro i luterani ».B Immediatamente si presero le più ampie disposizioni per procurare i sussidii in denaro 1 Vedi Druffel-Brandi 5S0-s. ; Nuntiaturberichte IX, 88, n. 1; cfr. ibid. si 2 Colla relazione di MafCel del 23 giugno 1546, usata pel primo da de Leva (IV, 67), v. pure gli Acta consist. e altre relazioni stampate da Friedensbuiì'ì in Nuntiaturberichte IX, 90, n. 1, nonché DruffeLtBrandi 565, 582. La notizia che il trattato era stato accolto nel concistoro arrivò a Ratisbona il 3 In* glio 1546 (v. Venot. Depeschen I, 561; ibid. 677 sull’azione dell'inviato veneto a Roma presso i cardinali contro il trattato con Carlo V). 3 Vedi Kannengiesser, Die Kapitulation Zivischen Karl V. und Paul IH-(stampa a parte da Festschrift des protest. Gymnasiums zu Strassburg ISSSì 215 s. ;, Nuntiaturbericìite IX, 576-578. 4 V. Acta consist. in Nuntiaturberiohte IX, 90,' n. 1. s V. Acta- conMst. presso Raynäld 1546, n. 105 e altre fonti in Nuntiat'tr-berichte IX, 98, n. 1, alle quali va aggiunto Gasimiro, Aracoeli 328.