Sesta sessione del concilio di Trento (13 gennaio 1547). 569 Giusta la deliberazione, addì 13 gennaio 1547 fu tenuta la sesta sessione solenne,1 una delle più importanti di tutto il concilio poiché in essa giunse finalmente alla pubblicazione il decreto dogmatico sulla giustificazione. I padri del concilio avevano dedicato a questo oggetto tanto maggior diligenza e zelo perchè trattavasi d’una delle più diffìcili questioni della dogmatica e d’una questione insieme, nella quale, come fin dal bel principio rilevò il vescovo de’ Nobili, occorreva mettere la scure alla radice dell’eresia luterana.2 Le relative questioni, in parte sommamente diffìcili, vennero discusse nel modo più profondo dapprima dai teologi dal 22 al 28 giugno 1546, poi dai vescovi a partire dal 30 giugno. Le discussioni furono molto vive. Alla fine della congregazione generale del 17 luglio, nel-l’uscirne, tra due meridionali dal sangue caldo si venne a una scena scandalosa, in quanto che lo Zanettini vescovo greco di Creta eccitò talmente con offese il vescovo Sanijelice di La Cava, che questi strappò all’avversario alcuni peli della barba.3 Incontrò forte opposizione l’abbozzo d’un decreto sulla giustificazione, di cui ai 15 di luglio erano stati incaricati quattro vescovi. 4 In conseguenza il cardinale Cervini chiamò a sè un certo numero di eminenti teologi incaricandoli di presentare nuovi schemi. Tra i chiamati fuvvi il dotto generale degli Eremiti Agostiniani, Girolamo Seripando. L’abbozzo da costui presentato dapprima addì 11 agosto, poi ritoccato dietro preghiera del Cervini, servì di base alle discussioni disposte da quest’ultimo in unione col primo legato del Monte e varii vescovi e teologi.5 Così sorse una nuova redazione, che venne sottoposta alla congregazione generale del 23 settembre e sia sotto il rispetto formale che sotto l’oggettivo differiva talmente da quella del Seripando, che questi non vi riconobbe più il suo lavoro originale. Nei giorni 27, 28 e 29 settembre i teologi conferirono suH’abbozzo Cervini e il primo d’ottobre i prelati iniziarono su esso la discussione speciale, che venne condotta con la più grande profondità.6 Fu in queste discussioni, che Seripando addì 8 ottobre mise sul tappeto la teoria d’una doppia giustizia, l’una inerente e l’altra imputata, sostenuta da alcuni dotti e da famosi teologi in Italia come in Germania, osservando però che in questa 1 Severoli, ed. Mericle I, 121 s., Massarelli Diarium II, III, ed. Mebkle I, 458, 601-603 ; Pallavicini lib. 8, c. 18, n. 10-13. 2 Vedi Ehses in Rom. Quartalsohr. XIX, 181. 3 Cfr. Massarelli Diarium II, III, ed. Merkle I, 444-561. 4 Per quanto segue cfr. le fondamentali esposizioni di Ehses: Joli. Grop-Vers Rechtfertigungslehre auf dem Konzil von Trient in Rom. Quartalsohr. XX, ^78 s., dove si fa uso per la prima volta degli * appunti di Seripando nel Cod, vii ft, 12 della Biblioteca nazionale in Napoli. Tutto il materiale degli atti sarà fra breve pubblicato da Ehses nel vol. V del Conc. Triti. 5 Massarelli Diarium III, ed. Merkle I, 569; Ehses 179. 6 Massarelli Diarium III, ed. Merkle I, 575s. ; Ehses 170 s.