Seconda sessione del concilio di Trento il 7 gennaio 1546. 511 rimase segretario e dall’aprile venne tacitamente riconosciuto come tale.1 Avvocato concistoriale diventò per nomina pontificia Achille de’ Grassi, abbreviatore Ugo Boncompagni, distinto per grande dottrina nel diritto canonico.2 Ai 7 di gennaio del 1546 fu tenuta nel duomo di Trento la seconda sessione del concilio,3 che aprirono Juan Fonseca vescovo di Castellammare colla Messa dello Spirito Santo e Coriolano Mar-tirano vescovo di San Marco con una predica.4 Dopo le solite preghiere e cerimonie, il segretario Massarelli lesse un’efficace esortazione ai padri del concilio composta dal cardinal Pole,3 nella quale con eloquenti parole era dipinta la corruzione nella Chiesa e le sue cause e s’incitavano i padri alla correzione e alla contrizione del cuore, giacché .soltanto così scenderebbe su di essi lo Spirito Santo. Specialmente calda fu l’esortazione ad esiliare tutte le passioni, che oscurano l’intelletto, e a non perdere mai di vista la causa santa di Dio nella difesa di interessi terreni.6 Indi il vescovo di Castellammare montò sul pulpito per leggere la bolla del 17 aprile 1545, con cui era stata proibita la rappresentanza dei vescovi al concilio a mezzo di procuratori, il breve del 4 dicembre sull’apertura del sinodo7 e finalmente un decreto circa la condotta irreprensibile dei padri. Quest’ultimo venne approvato all’unanimità, nove vescovi però aggiunsero al loro placet una protesta perchè nel titolo mancavano le parole « rappresentante la Chiesa uni- 1 Ofr. in proposito Merkxe I, ixxi s., ove si comunicano i passi della corrispondenza dei legati con Farnese relativi all’elezione del segretario. Merkxe ( r, i,x vi ri ss.) dedica al Massarelli un’indagine assai particolareggiata, ctie reca molti nuovi lumi sulla vita e i molti scritti di quell’uomo sì diversa-mente giudicato. Contro Diujffei., elle cerca di mettere in sospetto il segretario del concilio siccome bugiardo, egli ne difende vittoriosamente la veridicità (p. xxxxss.), ma insieme a ragione si oppone aH’incielamento del Massarelli tentato specialmente da Italiani. 2 Pàxlavicini lib. 6, c. 1, n. 2, 3 ; Ehses IV, 544, n. 4. Achille de’ Grassi giunse a Trento il 4 marzo (Massarelli Diarhim III, ed. Merkxe I, 509). 3 Gli atti presso Ehses IV, 547-564. Ofr. Severoxi, ed. Merkxe I, 16-18 : Massarelli, Diarium I-III, ibid. 367 s., 432, 472 ; I'at.i.avicim lib. 6, c. 5. 4 Presso Ehses IV, 557-561. 5 Admonitio illmorum legatorwn ad patres coneilii (Ehses IV, 548-553). 6 Ehses IV, 548 s. ; cfr. de Leva, Le prime sessioni 372 s. 7 Sulla forma, nella quale venne letto il breve del 4 dicembre 1545, cfr. Khses IV, 442 s., n. 3, 446, n. 1. La prima volta, che fu letto nella congregatone generale del 12 dicembre, del Monte aveva tralasciato le parole del testo originale « iuxta formam litterarum. indictionis nostrae » per timore che ne potesse venire pregiudicata la bolla interdicente i procuratori. Nella loro lettera a Farnese del 14 dicembre i legati fecero valere questa difficoltà- e in considerazione di ciò ricevettero addi 30 dicembre una nuova redazione del breve, in cui a vece delle parole pericolose agli occhi dei legati dicevasi: «iuxta formam litterarum nostrarum ». E in questa forma (così anche ili Ehses IV, 442) venne letto il breve ai 7 di gennaio.