Trattative per l’abboccamento di Paolo III e Carlo V (maggio-giugno 1543) 463 che anche il negozio del concilio venisse allora trattato e deciso col medesimo, ma insieme non essere il caso di meravigliarsi se ancor prima il papa avesse voluto trattarne con due dei legati conciliari. Quale sua propria opinione, che, a quanto sostenne, non aveva comunicata nè al re romano, nè all’imperatore, Granvella diede a capire, che il concilio ora non dovesse nè aprirsi e tenersi, nè venir sciolto, ma lasciato permanentemente nello stato di sospensione in cui era allora : precisamente così esso, insieme a un esercito ‘imperiale in Germania, essere un’arma efficace per tenere un po’ in freno i .luterani mentre dall’altro lato era uni sostegno per i cattolici e gli oscillanti.1 Carlo V era sbarcato a Savona il 24 maggio andando poscia a Genova,2 ove trovò Pier Luigi Farnese, il quale per commissione del papa invitolio a Bologna ad un colloquio. L’imperatore, che in sé e per sè era molto poco propenso a trattative di pace ed aveva fretta di arrivare in Germania, sii rifiutò mostrandosi invece disposto ad incontrarsi col papa in un luogo comodo per lui, come Parma o Mantova.3 Carlo Y rimase fermo su questo punto anche quando il cardinale Farnese mandato dal papa propose una città nelle vicinanze di Bologna, perchè, diceva, non poteva allontanarsi cotanto dal suo itinerario. Da molti si credette, che per riguardo ad Enrico Vili, col quale agli 11 di febbraio del 1543 con sorpresa universale aveva concluso una lega offensiva contro la Francia, l'imperatore volesse far sì che apparisse come solo per forza egli acconsentisse a un incontro col papa.4 Farnese arrivò a Bologna colla risposta di Carlo l’8 giugno, giusto a tempo per poter prendere parte al concistoro di quel dì. Le opinioni dei cardinali erano divise. Non pochi pensavano che il vecchio pontefice non dovesse esporre a maggior agitazione la sua salute, nè la dignità della maestà sua. a ulteriore umiliazione, ma ad essi s’oppose il Sadoleto, che quanto alla salute lasciavane naturalmente la decisione al papa, ma quanto alla dignità dichiarò non darsene altra per i ministri della Chiesa da quella di curare la salute della cristianità, nè poter soggiacere a dubbio alcuno, che fosse lecito attendere con molto maggior sicurezza la conclusione d una pace qualora il papa in persona comparisse come mediatore. Oltracciò tale convegno servirebbe anche per dissipare le voci di 1 Ehses IV 337-341. 2 In viaggio Carlo V dettò le famose istruzioni pel figlio (vedi GACirAm> in Biopr. nat. Ili, 666). 3 Gayangos VI 2, n. 153. 4 Jovrtxs, /fisi. lib. 43 confermato da Gayangos VI 2, p. 400 s. Sulla lega con Enilco VIII, cbe sul principio doveva rimanere ancora segreta, v. State Pnpers IX, 355, n. 2; Rymer XIV, 768 s. ; Ehses IV, 338, n. 1; Broscii VI, 359 s. ; Gachard loc. cit. 663.