512 Paolo III. 1534-1549. Capitolo 10. versale » (universalem Ecclesiam repraesentans).1 Du Prat vescovo di Clermont elevò protesta perchè nel decreto a lato dell’imperatore non era fatto espressamente anche il nome de re di Francia. Trovaronsi presenti oltre ai 3 legati e al cardinale di Trento, 4 arcivescovi, 26 vescovi, 3 abbati, 5 generali d’Ordine. Già nell’intervallo tra la seconda e la terza sessione fissata per il 4 di febbraio la situazione dei legati di fronte al papa e al concilio cominciò a prendere una forma molto difficile. Si tennero congregazioni generali il 13, 18, 22, 26, 29 gennaio e 3 febbraio.3 Subito nella prima del 13 gennaio tornossi a questionare a lungo sul titolo del concilio : tenendo calcolo dell’opposizione sollevata nella precedente sessione i legati vollero che finalmente tale questione venisse decisa. Contro l’aggiunta « Ecclesiam universalem repraesentans » parlarono i legati, specialmente con un lungo discorso Cervini,4 poi anche i cardinali Madruzzo e Pacheco, che in questa seduta comparve per la prima volta colle insegne di cardinale, inoltre il vescovo di Astorga, finalmente anche il generale degli Agostiniani Seripando. Quest’ultimo riuscì a far tacere l’opposizione. Egli cioè osservò non trattarsi di escludere per sempre quella denominazione, ma semplicemente di differirla fino a che un maggior numero di partecipanti al concilio e decreti importanti facessero apparire conveniente sì gran nome. I vescovi oppositori però si dichiararono pienamente tranquillizzati solo dopo che fu loro accordato, che in futuro s’aggiungerebbero nei decreti le parole « ecumenico » e «universale», qualificazione che il papa aveva già data al concilio nella bolla di convocazione.5 Queste dispute più che altro formali furono poca cosa in confronto con quelle occasionate dalla importantissima questione preliminare, se il sinodo dovesse cominciare col decidere sul dogma oppure colle leggi relative alla riforma dei mali ecclesiastici. Desiderava il primo Paolo III, il secondo Carlo V. 1 Ehses IV. 556. I singoli voti contradicentisi sono esattamente segnati su un foglio staccato scritto da Massarelli. scoperto dal Merkle, che lo comunica in I, 18, n. 1. Cfr. anche Palla vicini Uh. 6, c. 5, n. 4. 2 II catalogo di essi e degli altri presenti in Ehses IV, 561-564. 3 Cfr. gli atti in Ehses IV, 565-578; inoltre Severoli, ed. Merkle I, 18-27 ; Massarelli Diarium I, ibid. 368-869 ; Diartum II, ibid. 432-434 ; Dia-rium III, ibid. 472-476; Pallavicini lib. 5, c. 6-8; Knopfler in Kirchcnlexikon di Wetzer vnd Welte XP, 2050-2052. * Uh lungo estratto del discorso di Cervini in Massarelli Diarium I, ed. Merkle I, 374-377. s Ehses IV, 565 s. ; Severoli, ed. Merkle I, 18-20. In Massarelli Dia-rìum II, III (ibid. 433, 472) si dice « uni versai is et oecumenica» invece di « oecumenica et generalis » ; queste ultime parole sono usate nel titolo dei decreti delle sessioni seguenti. Anche nella congregazione generale del 3 febbraio venne rinnovata l’opposizione dei tre vescovi (Ehses IV, 578; Severoli, cd. Merkle I, 27). '