Consultazioni sulla riforma della Dataria. 117 contributi per il risarcimento delle spese e per la mercede degli scrittori affinchè non si abbia l’apparenza, che il loro importo venga regolato esclusivamente dal valore spirituale della grazia, cioè che il denaro sborsato venga considerato siccome una specie di prezzo venale della medesima. Il meglio sarebbe rinunciare completamente a queste entrate. Coloro che nutrivano sentimenti più rigidi non ammettevano la distinzione fra concessione della grazia e redazione del documento, che facevano i seguaci d’un indirizzo più temperato, specialmente Ghinucci, Simonetta e Laurerio generale dei Serviti, per la ragione, che rimarrebbe la macchia di azione simoniaca giacché la concessione di beni spirituali sarebbe resa dipendente da un compenso in danaro e non avverrebbe fin tanto che questo non fosse dato.1 Nelle consultazioni era anche stato espresso il timore, ohe i luterani sfrutterebbero la completa reiezione delle composizioni siccome un biasimo ai papi precedenti, ma Contarmi e i suoi amici non ne tennero calcolo sostenendo che il miglior modo di rendere inefficaci le diffamazioni dei nuovi credenti era la riforma della Curia e svolgendo il pensiero seguente: «e come dobbiamo darci tanta cura del buon nome e non piuttosto correggere ciò ch’è deforme acquistandoci così un buon nome? In realtà sarebbe pretendere troppo a difendere tutte le azioni di tutti i papi».2 In questo momento capitò un incidente, che avrebbe potuto diventare fatale. Non ostante il suo carattere rigorosamente confidenziale, il parere del 1587 era stato comunicato a persone non competenti, che al principio del 1538 lo diedero alle stampe. Non sappiamo i particolari di questo abuso di fiducia censurato da tutti in Roma. Poiché tutti i cardinali avevano avuto copia del documento, è probabile che una di esse venisse segretamente copiata e 1 Vedi Ehses in Róm. Q Marta Uchr. XIV, 105 s. Ibid. (108 s.) secondlo l’orlt-ginale dell’Archi vio segreto pontificio è stampato anche il parere del 1538 per la riforma delle grazie pontificie, che Dittrich (Regesten 279 s.) aveva pubblicato su copie mendose sotto il titolo Consilium, quatuor delectorum a Paulo III super reformatione Bomanae Ecclesiae. In quest’importante documento sottoscritto da Contarini, Carata, AleandTo e Badia ha la parola l’Sn-dirizzo più rigido : unico autore è Contarini, come dimostra Ehses loc. cit. 107. La concezione più mite è rappresentata dalla Cmnpositionum defensio pubblicata parimente dal Dittrioh mAY Index del liceo di Braunsberg per il 1883, di cui Ehses (loc. cit. 104) ha stabilito essere autore Dionisio Laurerio, cosa confermata da un estratto italiano in ('od. Bari), lat. 5362, f. 188 s. (Biblioteca Vaticana), che nomina parimenti autore il Laurerio. Aggiungi imre un documento pubblicato da Friedensburg in QueUen n. Forschungen VII, 263 s. e proveniente dalla Biblioteca Trivulzio,in Milano, nel quale Contarini condensa il risultato delle discussioni, dà ancora ragione del suo concetto più rigoroso, ma rimette la decisione a nuova consultazione. 2 V. Consilium quatuor delectorum loc. Cit. 188.