Contrasto degli interessi dì i’aolojìll e Carlo V in Italia. 557 strutta questa convenzione per la morte del duca (8 settembre 1545) non era affatto da aspettarsi che Francesco I si sarebbe quietato senza compenso per quella speranza andata perduta. Di fatto il re pii tenne intanto per sè la Savoia. Ma in questa questione « l’interesse francese combaciava con quello del papa, al quale il rafforzamento della preponderanza imperiale in Italia difficilmente poteva parere meno intollerabile».1 Il contrasto degli interessi in Italia s’era fatto ancor più acuto allorché Carlo V nell’aprile del 1546 nominò Ferrante Gonzaga icerè di Mdlano. Paolo III aveva sperato che otterrebbe quell’ importante posto suo nipote Ottavio Farnese, genero dell’imperatore, ma invece di costui nella persona del Gonzaga andò a Milano un omo ch’era un vivace avversario di casa Farnese e già prima aveva sostenuto l’idea di strapparle Parma e Piacenza.2 II fratello di Ferrante, il cardinale Ercole Gonzaga, adoperavasi con zelo a nutrire questa ostilità;3 nessuna meraviglia che non finissero mai i conflitti con Pier Luigi, che l’imperatore schivava pertinacemente i riconoscere come duca di Parma e Piacenza. In essi la diplomazia imperiale s’immischiò a favore del Gonzaga.4 La situazione andò facendosi sempre più tesa perchè di fronte alle ostilità degli imperiali Pier Luigi s’accostò alla Francia. Ferrante sollecitava Carlo V a por fine a siffatta condizione di cose cacciando Pier Luigi da Parma e Piacenza. Che erasi da aspettare dn simili circostanze qualora lo Hiabsburg divenisse pienamente signore in Germania? Più potente che mai risorse la paura di Paolo III, antica e sempre alimentata con zelo dalla Francda, dinanzi alla preponderanza imperiale, il cui contraccolpo doveva avere le peggiori conseguenze sui suoi nepoti, sullo Stato pontificio e sul concilio. Dato questo contrasto ognora più inasprentesi degli interessi del papa e dell’imperatore, la posizione del nunzio Verallo residente presso Carlo V diventò oltremodo penosa. In una discussione delle mutue lagnanze addì 12 novembre 1546 nunzio e Granvella vennero a violento conflitto. Granvella mosse lamento per scarsezza d’aiuto al suo signore da parte del papa e senza bisogno alcuno toccò ancora una volta la comunicazione del trattato agli Svizzeri. II ministro imperiale non ammise la difesa tentata da Verallo e tutto irato pretendeva che Paolo III si mostrasse più zelante. Alla domanda di Verallo, che cosa poi dovesse fare Sua Santità, Granvella accennò alla missione di Mendoza. Il nunzio rispose, che Paolo III farebbe certamente tutto il possibile, ma che la re- 1 Giudizio di Fuiedexshui«: in Nuntiaturberichte IX, xlii. 2 Vedi Goseixini, Vita di F. Oonsaga 14, 18 ; Matjrenbrechek 115 s. ! Cfr. in App. 76 la * lettera del cardinale E. Gonzaga in data ,13 otto-re 1546. Biblioteca Vaticana. 4 V. Nuntiaturberichte IX, xlv, 316, 317.