Incarichi a I\ L. Farnese. 209 città di Castro5 e la direzione dei preparativi per la difesa dello Stato dettar Chiesa contro i Turchi.2 Ai primi di maggio egli lasciava Roma per costringere i conti Guido e Lodovico Rangoni all’obbedienza verso la Santa Sede e per mettere in istato di difesa le fortezze del territorio pontificio.3 Pier Luigi recossi dapprima a Spoleto, poi ad Ancona, Fano4 e Rimini, finalmente a Parma e Piacenza. I Rangoni piegarono dinanzi alle sue forze militari. Sbrigato felicemente questo negozio, biioteca Vaticana) e dalla * relazione di G. M. dtella Porta del 3 marzo 1535. Sullo stipendilo dii Pier Luigi vedi Bertolottt, Speserie 178. 1 V. la lettera di G. M. della Porta a TMrino da Roma 13 aprile 1537 (Archivio di Stato in Flilrenze); cfr. Capakso I, 234; Affò 22s. 2 Cfr. sopra p. 177. 3 Vedi Gaet. Capasso, II primo viaggio di Pier Luigi Farnese negli stati pontifici, Parma 1892. * Qui, come raccontarono più tardi i nemici dei Farnese (per primo l’Ac-eolti in una lettera diel 7 aprile 1538 ; vedi Luzio, Pronostico 151), Pier Luigi avrebbe commesso un attentato disonesto sul vescovo Cosimo Gheri rendendosi con dò colpevole della morite del medesimo. Varchi (II, 425 s.), Vergerlo e molti altri scrittori protestanti hanno con zelo diffuso ulteriormente l'accusa, la quale incontrò fede tanto più facilmente perchè erano universalmente note o vennero messe più volte in dileggio le abitudini pederastiche dii Pier Luigi (vedi Costa, Pasquinate contro i Farnesi in Rassegna Emil. I 2, 357). La polemica fatta nei secolo xvm sulla realtà di questo attentato parve finita colle indagini di Capasso (loc. cit. 20S.), il quale, come Baj.an (VI, 315, n.), giunse al risultato, Ohe la cosa è molto inverosimile e perciò non dovrebbesi più tranne partito. Anche Luzio, il quale (loc. cit. 150 s.) come Rossi (Giorn. ■star. d. lett. Ital. XXXIX, 399) giudica che il Capasso sia andato troppo avanti, nota: «Non voglio dire che l’accusa sia pianamente provata,» Mas-signan (Atti d. deput. di storia p. p. le prov. d. Marche N. S. II [1905] 249 ss.) dichiara invece tutta l’accusa un’invenzione dei nemici del Farnese e con lui conviene Benabbi fin Rw. stor. 1908, 218. Con quanta sfrontatezza Pier Luigi indulgesse all’indicato vizio risulta dalle seguenti serie rimostranze fattegli da Ricalcati per incarico di Paolo III in una * lettera del 17 ottobre 1535 : * « Nro Sre con tutte l’occupatlibni grandi, che ha alle spalle, non può far che non pensi anche alli casi vostri, come quello, che non meno sta geloso del-;’honior di Vr* Kcc» che idei suo medesimo. Havendó adunque ritrovato ohe quella ha menato seco quelli giovinetti, delli quali li parlò alla partita sua per Perugia, n’ha preso tanto fastidito ohe non lo potrei mai esprimere, dolendosene per tre cause, l’una per servitio di Dio, Che parendoli che fino che Persevera in simile error’ sia impossibile che li possa succeder’ ben cosa che la voglia, l’altra per l’honor della casa, e la terza per Iti poco conto che quello mostra far delli commandameniti di Sua Beatne bavemdtoglilo tante volte et in diversi propositi prohibito. Questa cosa gli è penetiata per più vie et sa anche esser penetrato al conte di Cyfootes, asserendosi che Sua Ecc. ae sta admirata e con dispiacere iper l’affection che porta a V. S. Sua Sta ha 'oluto che del tutto l’advertisca et l'esorti, a rimili ridar li in dietro, perchè andando in corte del Imperatore che tanto albhorisce simil vitio, è certissimo l'he non li potrà portar se non grandissima infamia eit dishonore, non sol apresso a Sua Mtà, ma ettam delli altri grandi, si che quella sarà contenta proveder si honor suo et non dai' causa che Sua Mtà labbia a pigliar mal odore di •ei>. Archivi« segreto pontificio, Princ. X, 517. Pastor. Storia dei Papi, V. 14