Carlo V contro gli Schmalkaldici. 539 € armare le truppe.1 La fretta era tanto più necessaria perché l’imperatore trovavasi in condizione molto difficile. Da principio aveva Carlo guardato con grande sicurezza incontro agli avvenimenti venturi. In una lettera confidenziale alla sorella Maria del 9 giugno 1546 egli dipingeva la situazione siccome a lui molto favorevole : i protestanti essere finanziariamente esauriti per la guerra contro il duca di Brunswick ; in Sassonia e in Assia regnare il più grande malcontento sia presso i nobili sia negli altri sudditi stanchi com’erano di farsi smungere fino alle ossa e tenere nella peggiore servitù. Aggiungersi la scissione dei nuovi credenti in varie sètte e il copioso aiuto ch’era d’aspettarsi lai papa : inoltre avere egli anzi speranza d’indurre alcuni principi seguaci della nuova fede, come ¡il duca Maurizio di Sassonia e il marchese Alberto di Brandenburg, a sottomettersi nel negozio della religione al concilio. Volgere egli quindi per la mente di cominciare risoluto la guerra contro l’Elettore di Sassonia e il langravio di Assia quali turbatori della pace del paese giustificando la cosa col loro procedere contro il duca di Brunswick. Con ciò, così giudica l’imperatore, anche se tale pretesto non impedirebbe ai nemici di pensare che la cosa riguardasse in realtà la religione, egli tuttavia in ogni caso li dividerebbe.2 Ma questo stesso primo calcolo andò in parte errato. Guadagnò bensì l’imperatore con trattati segreti il duca Maurizio di Sassonia, i margravii Giovanni di Brandenburg-Küstrin e Alberto di Bran-denburg-Kulmbach ed ottenne ancora che gli Elettori del Palati-nato e di Brandenburg si tenessero neutrali, ma i Tedeschi meridionali rimasero attaccati alla lega Schmalkaldica e si armarono con tale rapidità, che poterono prevenire l’attacco di Carlo, sicché ancor prima che fosse dichiarata la guerra, l’imperatore si vide già a Ratisbona seriamente minacciato dal nemico. Mentre le sue truppe stavano molto lontane, nei Paesi Bassi, in Italia e Ungheria o non facevano che raccogliersi nei luoghi di reclutamento della Germania meridionale, il nemico aveva già a disposizione dappertutto e in vicinanza drappelli e reggimenti pronti a combattere. Ma l’inettitudine degli Schmalkaldici era più grande ancora della loro superiorità in fatto di forza. Nelle sue memorie, in cui enumera con soddisfazione gli errori dei suoi nemici, Carlo pensa che Iddio li avesse colpiti di cecità.3 In realtà nelle prime settimane gli Schmalkaldici avrebbero avuto facilmente vittoria su di lui, solo che avessero in certo qual modo saputo trarre profitto dal favore straordinariamente grande della situazione. Fatalissimo per essi fu in primo luogo il loro 1 Gfr. Nuntiaturberichte IX, xiv s., 97 s., 104 s. 2 Lanz II, 486 s. 3 Commentaires 127.