384 Paolo III. 1534-1549. Capitolo 7. nerale dell’Ordine, ammette però che la notizia sia falsa perchè infatti Rodriguez non ha alcun potere all’uopo e poi danneggerebbe così la causa di Dio, della Chiesa e della Santa Sede.1 Al principio del 1542 l’irritazione era salita talmente, che il Portogallo stava in procinto di rompere le relazioni diplomatiche col papa.2 Ignazio, che come molti altri,3 attribuiva la colpa della lotta non al re, ma ai suoi consiglieri, cercò allora di portare per tutte le vie ad una soluzione pacifica,4 ma la controversia si trascinò ancora per anni senza che Ignazio si raffreddasse nei suoi sforzi per la pace. Addì 14 dicembre 1545 scrisse al Rodriguez, che per la causa dell’inquisizione portoghese e del vescovado di Viseu egli s’era recato dal papa a Montefiascone e là aveva parlato molto per il minuto con Paolo III inducendolo a buona disposizione. A questa comunicazione seguì immediatamente l’altra che s’era fatto un accordo nel senso che il papa intendeva ritirare il breve da lui emanato contro il procedimento dell’inquisizione; che ai neocristiani doveva darsi un termine per emigrare e che dopo la loro partenza s’avrebbe in Portogallo la stessa Inquisizione che in Ispagna. Quanto alle entrate sequestrate di Yiseu si procederebbe com’era stato scritto da Lisbona: tutto andrebbe nelle mani del Cardinal Farnese.5 La desiderata bolla suU’Inquisizione uscì ai 16 di luglio del 1547 : i neocristiani ottennero un anno di respiro. Al re fu fatta caldissima raccomandazione di procedere con dolcezza. Il cardinale Farnese divenne amministratore di Viseu, ebbe le entrate del vescovado obbligandosi sottomano a consegnarle al Cardinal Silva, detraendo-sene però una somma per il mantenimento del vescovo, che doveva governare la diocesi come coadiutore,0 e la cui scelta venne lasciata al re.7 1 Ignazio a Slmone Rodriguez da Roma 1S marzo 1542; la lettera è stata pubblicata la prima volta in Mon. Ignat. Ser. I, I. 196-199. 2 V. la * relazione dell’inviato fiorentino in data 3 febbraio 1542. A re bivio di Stato in Firenze. 3 Così il nunzio portoghese (vedine la * relazione del 13 luglio 1535 in Aru».?. di Portoti. I A, f. 6 diell’A r c h i v io segreto pontificio) e più tardi anche Paolo. Ili (vedi Raynaij> 1545, n. 58). 4 Ofr. le sue lettere a Rodriguez del 18 marzo e 28 luglio 1542 (Mon. Ignat Sor. I. I. 195 s„ 216 s.). e Mon. Ignat. Ser. I, I. 346-350. e Mon. Ignat. Ser. I, I, 193-194, 348-349; Cartas de 8. lunario I. 224. n. 8. 496-509; Raynald 1547, n. 131-132; Oiti.AMirxTis Ufo. 5. n. 27; Corp. dipi. Perl VI. 166, s. ; HERcrxANO. Hist. de Inquisirlo em Portugal III6 (1S97). 2S2 s. ' Mac Swiney, Le Portugal et le SaM-Sìége IH. Paris 1904, 210-212. 7 Ai nostri giorni «’è fatto rimprovero a Ignavio perchè a dispetto dell'antica disciplina ecclesiastica e dei progetti riformativi giusto allora fatti, avrebbe procurato anche un vescovado portoghese al Cardinal Farnese, riccamente fornito di benefici ecclesiastici. Ma Farnese non lo. ebbe che di nome. Poma volle per amore di pace render possibile al re una ritirata onorevole Pochi anni dopo. Viseu eblie un nuovo vescovo. Per ciò che riguarda i ne0-