L’imperatore e il conoilio. 567 di mezzo dovevasi evitare la traslazione. Dopo ripetute e lunghe trattative si raggiunse l’accordo sui seguenti punti : in primo luogo si rimanderà la pubblicazione del decreto sulla giustificazione : in secondo, poiché ¡non conviene che si pubblichi dal concilio un decreto di riforma senza uno dogmatico, e d’altra parte devesi anche evitare l’accusa di non volere far nulla in questo negozio, si chieda al papa di emanare una bolla relativa alla questione della riforma che debba poi leggersi al concilio ed approvarsi dal medesimo : in terzo luogo, data l’avversione dell’imperatore a una traslazione e il rischio d’una sospensione ordinata per un tempo indeterminato, il concilio sia intanto sospeso per sei mesi. Per questo accomodamento dovevasi domandare l’approvazione del papa e dell’imperatore. Presupponendo che l’assenso dell’imperatore fosse da attendersi con sicurezza, Farnese nel comunicare al papa questi accordi pregollo di dichiarare anche il suo consenso e di notificarlo ai legati.1 Nella loro relazione al Santafiora del 17 novembre2 i legati osservarono che, poiché Mendoza s’era riservata l’adesione dell’imperatore, essi pure dal loro canto avevano riservato l’approvazione del papa per la sospensione senza dir nulla dei poteri ad essi conferiti per prendere tale misura. Essi intendevano di spingere innanzi frattanto energicamente l’approntamento del decreto sulla giustificazione e consigliavano che, qualora l’imperatore non aderisse alla sospensione, il papa notificasse la sua volontà circa l’immediata pubblicazione del decreto affinchè il concilio potesse continuare e giungere in breve alla fine. Più fortemente i legati espressero i loro dubbii sull’eseguibilità della sospensione nella seguente lettera diretta al Santafiora addì 19 novembre3 facendovi rilevare, che n’era già andata perduta la favorevole occasione e manifestando il dubbio se l’imperatore approverebbe la convenzione fatta col suo inviato : per tutti i casi pregarono che si desse loro sollecita comunicazione di regole di condotta per la continuazione dell’attività conciliare. Il 23 novembre Santafiora scrisse a Farnese4 in risposta alla sua relazione da Trento e addì 29 novembre ai legati,15 che il papa avrebbe visto più volentieri, se la sospensione fosse stata effettuata subito dopo l’accordo raggiunto col rappresentante imperiale senza aspettare prima una risposta dell’imperatore. Qualora questa suonasse nel senso sperato, essere volontà del papa, secondo la lettera del 29, che non procedesse da lui la sospensione che dovrebbesi poi mandare ad effetto; in questo caso egli manderebbe piuttosto 1 Lettera del 16/17 novembre 1546, iblei. 346 s. ; efr. Paixavicini loc. cit. 2 Nuntiaturberichte IX, 351-353. 3 lbid. 353-355. 4 lbid. 361 s. 5 lbid, 362, n. 1.