La disputa religiosa (febbraio 1546). 531 Assia, che aveva del diplomatico. Continuamente consigliato da Butzer sguisciante come un’anguilla, propendeva ancora una volta verso una certa cedevolezza. A causa dell’apertura del concilio di Trento i protestanti vennero a trovarsi in non lieve imbarazzo. Ora essi avevano da scegliere tra il partecipare al concilio o al nuovo colloquio religioso e si decisero per quest’ultimo siccome il male minore. In conseguenza ai 17 di settembre l’Elettore di Sassonia s’accordò col. langravio perchè fossero collocutori Melantone, Butzer, Schnepf e Brenz. L’Elettore però rimase avverso alla conferenza. Egli ed i suoi teologi avevano la ferma volontà di non lasciar arrivare ad alcun componimento a Ratisbona. Al posto di Melantone passò più tardi Major.1 La disputa religiosa venne aperta il 27 gennaio 1546 sorgendo subito una poco edificante controversia e disputa su formalità. Le vere trattative non cominciarono che ai 5 di febbraio con un discorso di Malvenda, contro il quale i nuovi credenti elevarono protesta. Dietro disposizione dell’imperatore, nel colloquio dovevasi avanti tutto por mano al quarto articolo della confessione Augu-stana, che conteneva la dottrina sulla giustificazione. Malvenda svolse il pensiero cattolico e Butzer gli rispose dal 6 alPll febbraio. Dal 12 al 17 parlò Billick rispondendogli nei due giorni seguenti i teologi protestanti. Dal 19 al 22 febbraio si disputò « senza mettere in iscritto e prendere appunti ». Nei discorsi dei delegati cattolici, fra i quali questa volta non trovossi alcun rappresentante del partito medio, soffiò ora uno spirito affatto diverso da cinque anni prima. Fu energicamente respinta la dottrina mezzo luterana della giustificazione allora proposta da Gropper : lo spirito della restaurazione cattolica cominciava a rendersi sensibile. Ai teologi protestanti riuscì molto difficile cavarsela colla dottrina di Lutero sulla giustificazione e liberarsi dai passi scritturali addotti dai cattolici per la loro opinione. Non si raggiunse in nessun modo un’unione od anche solo un avvicinamento. Si riconobbe chiaramente, che non trattavasi dì questioni di parole e di malintesi facili a togliersi, come fu sostenuto alla conferenza religiosa del 1541, ma che stavansi di fronte due concezioni delle più importanti dottrine della religione cristiana affatto diverse nel loro più intimo nocciolo e semplicemente non accomodabili. Non fu però questa esperienza quella che fu decisiva per l’ulteriore svolgimento della disputa, ma un editto imperiale emanato il 26 febbraio, che obbligava sotto giuramento i collocutori a tener segrete le discussioni onde impedire influssi non autorizzati 1 Cfr. Dòt.ijnger, Reformatiwi ITT. 323 s., Pastor, Reunionshestrehungen •’"'s. ; Dbtjffel, Karl y. IV. 468 s. ; Postina, Billiok 83 Is. ; Hasencleveb, Politile der Rchmallcaldner 219-228.