I.'i « coiiKltira » del 1-Hts. Ma aiiclic la fermezza, che il Platina pretende di aver mostrato nell'interrogatorio e nella tortura, deve relegarsi nel regno delle favule. \nche «ini ne sono testimonianza le sue lettere scritte al tempo ilei l i prigionia. E’ difficile che capiti di leggere cosa più querula •teli' sue suppliche indirizzate al papa. Non per cattiveria, ma *olt; uto per negligenza aver lui mancato e omesso di denunziare lui iaeo Callimaco. Però egli promette che in avvenire, anche - .i \ esse ad apprendere dagli uccelli che passano qualche cosa •li intrario al nome e alla salute del pontefice, egli la denun-*¡1 ! incontanente a Sua Santità ! Approva intieramente le mi-'in prese per soffocare la licenza degli umanisti, essendo dovere di u»ni buon pastore preservare il proprio gregge da ogni contai; e ila ogni malattia. Egli confessa che al tempo della sua di** I»' '/.ione dall’ufficio, si* n’era lamentato con Dio e con gli uomini, ma ohe ora se ne pente e non vuol piò trascendere a simili ec-" 'i. Kgli finalmente prometteva, qualora lo si rimettessi* in li-’a e lo si sollevasse dalla miseria, di diventare il più caldo pa->" ;n ista del papa e di celebrare in prosa e in versi « l’età dell’oro •I* «no felicissimo pontificato»: essere anzi pronto a rinunciare i studii classici per dedicarsi tutto alla sacra Scrittura e alla t|»ra |». 3W. n. 5.