Carattere o tvnore di vita di l'aolo II. 'JS7 «ione del Barbo consisteva già allora nel far collezioni di monete, pi.ii- preziosi* e altre antichità.1 Il Barbo era stato chiamato a far parte del Collegio cardinalizio insieme al suo emulo Scarampo tin dal 1440; dapprima fu • arili m ale diacono della chiesa di S. Maria Nuova (ora S. Franici«;! (tornami), che in seguito mutò poi con quella di S. Marco.2 11 It i i Imi seppi* mantener«* la posizione influente, che già aveva preso |>ri*s' > suo zio, anche sotto i politeti«*! Niccolò V e Calisto HI,3 ma nmi . .sì favorevole crasi svolta la sua relazione con l’io II. 11 carminai di S. Marco4 percepiva «lai suoi numerosi benefizi una rendita prim ¡pesca, della quale faceva il più largo uso, anche in favore di "di. hi meno abbienti, come il Cusa «*«1 Enea Silvio Piccolomini. Amante del fasto, come tutti i Veneziani, nell’anno 1455 cominci«^ la fabbrica «l’un grandioso palazzo «* nel 1458 la ricostruzioni* della «na > hit-sa titolare. Intanto non cessava dal raccogliere oggetti antichi •* cos<* preziose, facendo in ciò una forte concorrenza anche «i Medici.» Mia Curia e nella città il Cardinal «li Venezia, come pure soleva *1*,*r chiamato il lìarl»o, era una delle jwrsone più care. La sua liberai».!, l’affabilità, la cortesia «* il suo amore della pace gli avevano Vit'XT* li. ‘J-3, 1131. Cfr. Cenuri». L’égUte vi Ir» urinine » tic la limai*-*** Paris 1D02. a. Sulle diltk'i.itA Incontrate da Paolo II |»*r non «hit ndr .Idia lineila latina, v. la textlnionianwi di Pau»: or. «¡r,v»»is ni*l tenui '»Im ik lla presente opera. App. &. 182. ' fr. Voi. 1, :tnt: Iiii. iteti i. Im nomina citile luogo In Firenze. Ili» ciò eratn e ri-",f,;' "if Ptiiiln il |*S .•vttembre 1W. wrlveva ai Fiorentini In qiMl termini: • « l«. In un • breve 4 * Itam. I \H$ Maii IH Paolo II esprime ili liel nuovo il »no «ITrtlo verno Fi-'ticcndo : « ubi adolcscciitiam »inuma con»«ilatIone et benevolenza omnium “'•'■nnn rivium csimii» ac deinum cnrilinaialu» honorem »u.«ceplmn» » ; ibld. • >■'- Archivio di Stato in Flren*«>. ‘‘fr. Platiju 764 e B. CliMtlniani pwwo LI'Xlo. Orai I. S. 1« nomina "* l’-arbo a gitu-rali* gubmtahtr in prnr. Campanie ri ìlari! ime. dal. I\3H prid. '**- l*lii .1* **. in Rrfrtt. J.W. (. I«*. Archivio » e greto pontificio. I'»l Io chiamami per lo pift 1 conienti».ranci. Kjill «wo nella * «le lel- ’*’* •* firma : P. li! . Marci pre.b. , Cari*» l rnfiiar. \ ^^«letv ili ■iiH'sto genere. imi di pn«T> rilevante contenuto, furono «la im* tro-*’*' » Mantova iwll'A re h i v i o lino nafta (a UAivIbi Ikmzaea. In «lata 13 maggio e 3B «Ile. 14ó«5i e neil'A r c li i v i « di Stato in Milano * Ir Sforni, d. d. fi urbe 11 manto 14-VI: 3 f«*M>ralo 1 t.V. Aalngr. pemHf. /). ’ P.n viovr 111 1. I.Vt a, Lnrrnzo de' Vedéri IP. 131. Sui magnifici libri **** torà nelPArchlvIo della Cappella pontificia) fatti ciw-sutre *' '’•rdiunl Barbo. wdi Miniai. Ilamlrimr /ir J/nttfOri. fa*«-. Z