Politica italiana di Paolo II. v**n*: ite e di ostilità, che cercava calmare cogli atti della più cni-«lele barbarie, tuttavia qualche cosa era stato guadagnato. 11 papa ail<> ••invasi senza posa a metter pace fra i baroni e la piccola nuli; ¡là servendosi dell’opera di cardinali e prelati.1 In pari tempo l*a> ' li cercava con tutte le forze di promuovere fra le potenze itali ne il mantenimento della pace così necessaria in vista del pericolo turco. Una grande e lodevole attività fu da lui spiegata sotto questi» riguardo specialmente nel momento critico in cui l’abile e wahro signore di Milano passò di questa vita. Francesco Sforza imn-i 1*8 «li marzo del 14t»C> dopo soli due giorni di malattia. Qui a morte inattesa produsse alla corte di Francia un grandis-sim sconcerto;2 nè meno grave fu il turbamento a Firenze e a Non .i, dove la notizia giunse il H> marzo.3 Fu subito tenuto un ii>ii' storo, nel quale su proposta del papa venne stabilito di fare tutto quanto era in j>otere della Santa Sede per il mantenimento •Mia pace. Paolo II dimenticò tutte le precedenti discordie con Militilo e mandò là un legato apposito per esprimere le sue condo-dianze e dichiarare, esser sua intenzione di assistere la duchessa •* i •-¡loi figliuoli.4' Oltre a ciò egli diresse subito dei brevi a tutti i «ignori d’Italia, nei quali dichiarava essere sua ferina e risoluta volontà di mantenere la pace nella penisola, esortando in pari tempo mi. .icamente i destinatarii dei brevi ad evitare ogni agitazione.6 Questo ammonimento era necessario in particolare in vista del con-<*“.m della repubblica di S. Marco, della cui politica il papa aveva '»’insto motivo di essere scontento.6 A Venezia eransi allora eon- Uevvojrr III 1. 157. ( fr. L’ÉPIsoi» 4:«;. XuUV»|>era ilei papa |«T 1» paop ** 1 foto vedi j documenti presso Fruì 724-728. < 4nitro i torbidi nel territorio Tf*li e S|K>leto f