IJbro I. Capitolo 4. Ilo II 145^1464. battiamo i loro delittuosi disegni. I)at«*ci il vontro consiglio .• il vostro aiuto, che noi Faccetteremo volentieri. In Diether voi p* tote vedere dove si arriva, quando si dà la conferma ecclesia* j ad insaputa dell’uutoritù civile; procurate perciò che egli alimi»*» non riceva |**r giunta anche lu consacrazione ad arcivescovo* Federico 111 mandò il su«» fedele maresciallo Enrico di Pappenli di nell’impero omle sconsigliare e «lissuadere ovunque dalla divi- u dieta di Francoforte.1 lu Itmna crasi riconosciuta per teinp«) la difficoltà della situa /.ione e di qui partirono anche le più risolute misure di difesa. An che prima che giungessero dalla Germania le minacciose noti*»»-, l’io II, come è stat«» accennato, «sempre vigilante e preparai-> *. aveva salito in (ìcrmanin come nunzi il canonico Frano w » .1« Toledo e l’egregio de«’ano del cupit«do del Iiuomo «li 'Wornts K*» dolfo di Hfìdesheim, che dovevuuo trattare coi principi tedeschi in torno ui loro gruvami e s|«-ciulmente dar«* spi«*gozioni rassicuranti circa restatone della decima.3 <*«ui grande abilitò i suddetti *» iuist*ro al difficile compito «li placare la tempesta che minacci* *• l'autoritù «*ecl«'*lastii-u, aiutati invero dal vantaggio ideale, che rsd avevano «In difender«* l’unità contro una moltitudine ptiliwhl-* * diS|N*rsa: ciò p«*rò non diminuisc«* il loro nmrito; essi seppero - ■ disfar«* abilmente al desiderio del papa nel s«*t»s«), che calmarono il |>artito favorevole al concilio e isolarono l’arciveacovo.* Innutizi tutti i nunzi |M>ntillci riuscirono a intenderai «*on '■ l»erto Achille. Kssi lo assicurarono non essere Intensione del [w|’J d’im|>orrc la «le«’ima senza il c«ins«*UNo «Iella nazioni*. Riguardo * dichiarazioni minaccii»sc fatt«> in Vienna «lai Bessarione ewi *1» mandarono formalmente scusa. asserendo che «*gli non aveva rie»’ vut<» su ciò alcun ordine da parte del papa, e eh«* piuttosto *<’i aveva «« (tarlalo come un uomo addtdorato. cui stia molto a cuorr U « ««sa »,F.ssi inoltro giustificarono la condotta d«*l papa contro il duca Sigismondo «» il cont«*gno amich«*vole tlm» allora tenuto ver»** il n* «li lioemia Riguardo al concili«, essi «lichiararou«>. che Pio H vi mwiis*ntir«'Wi«- a patto che i laici mandass«*ro a«l effetto 1* n forma relativa ai vescovi.* • l'tutn IV £ IMI 1« Irilm .li >nlrrin> al |*i>w «• Mala ptWInla 1Ubk tu l«W* 1 '—trrr iì.»à \l, ia.% i.»i stilla H»i» *ia .VI I«|« fkr *» w la II»« Mk>Lm .*•«<■ kHtin S43S * M»SU IHtlkrr ìaa lUt» a Su K<*k4f« di Rt.lrMrim rfr urtw IW*« Orarli Varlln, '*»«••« I 11>Ì*«( ** r 35*. r«ia«u WS ABprm■ ént*“** Minfmfikhr XMX. Jt2* %; JauKmwlO sia «.: \»l l,K>- II». IJI: Jr»»!'’ QrjWMIIra 4 Rùrtnfr lltvnian 1*«*.V 15 * U»Wt Ine. «SI. IlUDMUX |. SI. Atrkhr f. Attrrr Ondi. XII. 311 (4"" lm«w «11 1451 iImmI lf|sm-- te-ll t'orni** rrrmm *»*«r Se*, a. XMV. S