Negoziati di pace. 527 ri 'trarìo con tutta la forza e la loro influenza fu quella che dapprima prevalse,1 tuttavia non a lungo, poiché lo stato dello cose spingeva ad un accomodamento. 11 26 marzo la lega presentò a Sisto IV un ultimatum chiedendo si deponessero le armi e si sospendessero le censure, finche duravano i negoziati di pace. Il papa ratificò la cosa il 4 di aprile,2 ¡i indizione tuttavia che entro 14 giorni venisse data una risposta ili !<* sue richieste del 5 marzo.3 Questa risposta fu differita fino a! 27 aprile, perchè i componenti la lega volevano consultarsi insieme: il tenore di essa riguardo al punto più essenziale fu negati 0. La risposta del papa fu che aspettassero fra breve la sua •Irrisione definitiva.4 La lega ricevette in questo momento un aiuto inatteso allorché Edoardo IV re d’Inghilterra intervenne in suo favore per mezzo di una propria ambasceria. Per esercitare un’ultima decisiva pressi ne sul pontefice, Venezia d’intesa con Milano e Firenze sulla line di maggio dichiarò, che se il papa entro otto giorni non approvasse la pace, gli oratori avrebbero ricevuto ordine di lasciare Roma Sisto rimase a buon diritto meravigliato per una tale prete a, con la quale veniva rotta la via ad ogni accordo: oltre a
al re francese ; v. in App. n. 128 e 12S> le • lettere del 6 e 7 aprili* MTO tratte dall’A rehivio di Stato in Milano. 1 Perret II, 170. * Sigismondo de’ Costi. I, 3KB s. Perket II, 172 ss. 1 Hefele-HekgenroThek Vili, 231.