Itinerario dei visitatori. 373 ilare uno sguardo a quel giardino zoologico, che contava parecchi leoni. 1 Il pellegrinaggio alle sette basiliche, che nessun pellegrino ometteva, si compiva in un sol giorno e portava via circa 8 ore. Per lo più vi si dava principio dalla basilica ostiense di S. Paolo. Di là s’andava a S. Sebastiano. L’ingresso alle vicine catacombe era stato reso diffìcile perchè parecchi forestieri s’erano irrimediabilmente smarriti in quei vicoli sotterranei. Da questi venerandi luoghi si passava alla basilica Lateranense, ricchissima di reliquie, davanti alla quale sorgeva ancora la statua di Marc’Aurelio, di là a S. Croce, ’dove il Cardinale Carvajal faceva eseguire importanti abbellimenti, • indi a S. Lorenzo fuori le Mura ed a S. Maria Maggiore per finire alla chiesa sepolcrale di S. Pietro. Nessun amante dell’antichità trascurava di fare una visita ai colossi sul Monte Cavallo ed alle collezioni del palazzo dei Conservatori col giovane che si toglie la spina e la lupa, i bronzi più belli del mondo, come dice l’ambasciatore veneziano Pietro Pesaro, che, tra gli edifìci antichi, rileva il Pantheon, cui si scendeva per otto gradini, e specialmente le terme Diocleziane, le quali, allora meglio conservate d’adesso, sono, così egli, fra le cose più belle, che possano vedersi in Roma, ma il Colosseo supera tutto. L’entusiasmo per l’antichità, cho spira attraverso la relaziono del Pesaro, non sprizza così nelle relazioni dei viaggi di stranieri : esso è una prova della fine cultura dei rappresentanti diplomatici di Venezia, che però non costituiva un fatto isolato. 2 Nell’interessamento per le creazioni dell’arte e della letteratura nonché nello splendore e magnificenza gareggiava coi cardinali, prelati e banchieri il corpo diplomatico, che da quei giorni ha quasi sempre veduto nelle sue file in Roma uomini insigni nel campo intellettuale e letterario. In esso splendevano allora due nomi di prima grandezza: il dotto Alberto Pio di Carpi, 3 molto in favore presso Leone X, dapprima rappresentante dell’imperatore, poscia di Francesco I, e Baldassarre Castiglione che stava a Roma pel marchese di 1 Secondo Vasari, Giovanni da Udine aveva riprodotto il serraglio pontificio nella sala de’ Palafrenieri. Quanto ai leoni nel giardino di Leone X vedi Archiv fiir altere rie iliache Gesch. VII, 182. •Per quanto segue vedi le citate relazioni di Frano. Jaxis da Tolmezzo e di Pietro Pesaro. Dos Ed me fece il viaggio in senso inverso; egli visitò anche le catacombe di Callisto. 3 Cfr. Tiraboschi, Bibl. Mod. IV, 156 ss. ; Firmi!» Didot, AUle Mantice 8 ss., 30, 46, 145, 333, 409 e Noi.hac, Eraame en Italie 45. Altra letteratura, special-niente sulla biblioteca del Carpi, in Giorn. d. lett. Hai. XXXV, 221. V. anche Ul-maxn II, 453 s. e Guglia 19 s., ove s’è fatto uso di relazioni del Carpi, altre relazioni del quale trovansi in Lett. de' principi e in Moi.im, Docnm., come pure nella Nazionale di Parigi. Per una festa data a Poma dal Carpi v. Sa-KCDO XXV, 284.