Vita precedente di Leone X. 21 grande regnasse il vuoto nella sua cassa, egli non aiutava men generosamente eruditi, letterati, musici ed artisti. Ai Romani questa liberalità piaceva tanto quanto la dolcezza ed affabilità del cardinale di S. Maria in Domnica ; egli era fra i membri più amati del Sacro Collegio. Singolare fu la giocondità del cardinal Medici, che non l’abbandonò neanche nelle situazioni più brusche. Sebbene vivesse più mondanamente, in confronto con parecchi cardinali anziani, il figlio di Lorenzo distinguevasi per dignità e contegno. 1 Solamente verso la fine del pontificato di Giulio II il sole della fortuna, dopo lunghi anni foschi, ritornò a sorridere al duramente provato mediceo. Il Io ottobre 1511 ebbe luogo la sua nomina a legato di Bologna e Romagna. Già prima il cardinal Medici aveva dato una prova di quanto confidasse nella sua stella, poiché durante la grave malattia di Giulio II nell’agosto 1511 fu nel numero di quelli che studiaronsi di ottenere la triplice corona. * La guarigione del papa annientò la speranza della dignità suprema, ma in compenso si apri al cardinal Medici la prospettiva del ristabilimento della signoria di sua famiglia in Firenze. Dichiarandosi a favore del concilio scismatico di Pisa la Repubblica fiorentina buttò Giulio II dalla parte dei Medici. La sorte di questi dipendeva dai successi dell’esercito ispano-papale, presso il quale il cardinal Medici trovavasi come legato ; la lentezza, che in tale qualità die’ a vedere, non rispose sempre all’aspettativa del focoso pontefice della Rovere, ma egli riuscì tuttavia a giustificarsi talmente, 3 che rimase nel suo ufficio. Anche ora però dovette provare un’altra volta l’instabilità della fortuna. L’11 aprile 1512 segnò per l’armata ispano-papale la grave sconfitta presso Ravenna, ed il cardinal Medici in persona fu portato prigioniero a Milano, ove Giulio II gli mandò la facoltà di impartire la grazia ai numerosi Francesi, che chiedevano l’assoluzione dalle censure ecclesiastiche. Così il prigioniero si vide ben presto circondato da supplicanti. Quando poi ebbe luogo un rovescio a sfavore dei Francesi, il cardinal Me- • Roscoe-Bossi III, 39 ss., 42 ss.; Reumont III1, 266. Le entrate del cardinale Medici nel 1500 importarono solo 6^00 ducati (v. i nostri dati in III4, libro II, 9), 10,000 nel 1513 (SanudO XVI, 28). * V. Ili4, libro III, 6 in principio; cfr. anche Sanudo XII, 441 e la * lettera di Vianeaio Albergati, datata Burgos, 3 sett. 1511, al card. Medici, la quale fa sapere che, in occasione della malattia di Giulio II, in Ispagna, erano stati designati papabili i cardinali Riario e Medici (C. Strozz. Ili, 151), Archivio di Stato in Firenze. 3 Cfr. la * lettera del card. Medici al Bibbiena, datata Faenza 5 ott. 1511 (lo giustifichi presso il papa, occorrere troppe), ed a Giulio II datata Faenza 24 ott. (è impossibile l’esecuzione del comando di muovere contro Bologna, come esporrà Marc’Antonio Colonna). C. Strozz. VI ; ivi l’abbozzo d’una * lettera a Giulio II del 1° novembre coll’esposizione dei motivi del suo ritardo (A r -chivio di Stato in Firenze).