226 Libro I. Leone X. 1513-1521. Capitolo 7. passare per rappresentanti della Chiesa; non deve quindi recar meraviglia se in tali casi errano ».1 Purtroppo in Germania come altrove molti predicatori dell’indulgenza non si adoperarono colla stessa riservatezza del prefato cardinale. Senza tema predicarono come verità certa un’opinione-discutibile della scuola, la quale in modo estremamente dannoso faceva comparire in prima linea l’affare finanziario. Nè sotto questo aspetto il Tetzel, sebbene non si sia diportato si male come l’Ar-cimboldi, va prosciolto da colpa.s Se in generale tendeva alle esagerazioni, il prefato domenicano nella sua azione difettò anche di discrezione e semplicità. Mostrossi baldanzoso e pieno di pretese : compì il suo officio in maniera tanto burocratica che non poterono mancare scandali. Anche persone, che del resto erano dalla stia, trovarono da elevare lamenti. Giovanni Lindner sito contemporaneo e confratello in religione gli fece grave biasimo della mira di riscuotere denari anzitutto. « Tetzel », così il Lindner, « escogitava A ie inaudite per ottenere denaro, faceva troppo miti promozioni, erigeva troppo dozzinali croci in città e villaggi, donde alla fine presso il popolo ba*Sso nacque scandalo e disprezzo e per ragione dell’abuso si censurò tale tesoro spirituale ».3 Interprete dell’indignazione largamente diffusa per gli abusi connessi colla predicazione dell’indulgenza si fece un professore dell'università di Wittenbérg, il cui nome fino allora era stato noto solamente in cerehie ristrette. Indottovi dalle prediche indulgenziarie di Tetzel, Lutero addi 31 ottobre 1517 affisse alla chiesa del castello di Wittenberg 95 tesi colla mira di venire ad una disputa sulla virtù dell’indulgenza.4 Secondo gli usi accademici d’allora non vi fu nulla di straordinario in (|uesto procedere, ma l’oggetto riguardava una questione scottante, cui si aggiunse il contenuto delle tesi luterane, acerbamente polemico, in sè ridondante di contraddizioni e molto esorbitante ‘Paulus, Tetzel 165. Anche il canonico sienese Tizio biasima gli importuni viri et prnesumptuosi conoionatores atque indulgentiarum pontificali um (Ultores et qunestores elemosinar um, sub" indulgentiarum consee utio-nib u s, che provocarono Lutero; v. Piccolomini. Tizio 128. * Kalkoff nella Hist. Zeitschr. (LXXXI1I, 369) pensa doversi ricouoscere che su questo campo i « romanisti assaliti anche da Lutero più che Tetzel stesso, i cortigiani italiani, fecero traboccare il vaso della pazienza tedesca. 3 Paulus, Tetzel 120, 134: cfr. 166. 4 Stampate nelle varie edizioni delle opere di Lutero. Ed. di Weimar I, 233 ss. Ed. critica cogli scritti attinenti per W. Köhler, Luthers 95 Thesen samt seinen Resolut ionen sowie den Gegenschriften von Wimpina- Tetzel, Eck und Prierias und den Antworten Luthers darauf, Leipzig 1903. Appo Hefele-Her-genröther (IX, 15-22) particolareggiata indicazione del contenuto e apprezzamento dal punto di vista cattolico. Sull’affissione delle tesi cfr. anche Falk iu Katholik 1891 I, 481 ss. Dieckhoff (40-71) apprezza le tesi dal punto di vista protestante.