4. La guerra d’Urbino. La congiura del Cardinal Petrucci e la grande creazione di cardinali del 1° luglio 1517. La relazione, buona esteriormente, in cui al principio del suo governo Leone stette coll’antico amico di casa Medici, il duca Francesco Maria I d’TJrbino, 1 era stata turbata allorché, in occasione dell’invasione dei Francesi, il comando supremo delle truppe pontificie fu affidato al giovane Lorenzo in sostituzione di Giuliano de’ Medici infermo. A ragione allora il duca d’Urbino potè sentirsi umiliato ed offeso, ma il suo atteggiamento posteriore dovette indisporre il papa, poiché, immemore del suo dovere di vassallo feudale, Francesco Maria, non ostante tutte le esortazioni e minacce,2 per la ragione che in segreto era d’accordo colla Francia, in quel critico momento negò l’aiuto che era obbligato a prestare. Dopo la vittoria di Francesco I il duca s’era in tutti i modi adoperato per eccitare il re contro il papa,3 ma, accordatisi costoro, fu preso da tanta paura, che mise al sicuro l’unico figlio suo a S. Leo 4 ed assoldò truppe.5 Durante il convegno di Bologna era stata detta la sentenza circa la sorte del duca. Invano Francesco invocò la grazia dal papa, il quale con parole cortesi, ma recise, dichiarò che Francesco Maria aveva talmente dimenticato i suoi doveri feudali da non potersi parlare di perdono : se non puniva questa volta, ogni piccolo barone dello Stato ecclesiastico farebbe .altrettanto o peggio ancora. Francesco quindi non fece alcun altro tentativo per 1 Ugolini II, 197. Mabcccci, Francesco Maria I delia Rovere I, 27 s. ■ Cfr. Mano sur. Torrig. XIX, 244. 3 Guicciabdini XII, 6. Balan V, 505 s. 4 Luzio-Renier, Mantova 217. 6 Relazione di G-. Caprile al caid. Ippolito d’Este, 1 gennaio 1516. in Ba-lax V, 512.