il concordato francese. 547 che si tolgano le molte innovazioni, quali le riserve, dispense, derogazioni dei concordati tedeschi, le composizioni e simili. Si frenino inoltre gli insaziabili investiti di numerose prebende, che usurperebbero anche i benefizi germanici, poiché il popolo tedesco mette tutto in un mazzo queste cose colle faccende luterane e così noi sentiamo grave danno nella cosa principale, la fede cattolica ». 1 2. Il concilio Lateranense suscitò viva opposizione in Francia perchè nel modo il più solenne esso aveva dato la conferma al concordato con Francesco 1, che, grazie alle trattative condotte con zelo dopo la battaglia presso Marignano, era già un fatto compiuto allorché la sessione undecima gli imprimeva il suo sigillo. Sotto la profonda impressione della sua vittoria, l’astuto re di Francia, aveva saputo condurre molto bene la sua bisogna. Fu nel colloquio confidenziale, tenutosi a Bologna IMI dicembre 1515 dopo chiuso il concistoro, che Francesco rivolse allatto inaspettatamente la domanda di confermare la prammatica sanzione. Leone X rispose che non s’acconcerebbe mai a tollerare una costituzione scismatica, ma che non era alieno da un concordato del medesimo contenuto, cioè si dovevano levare dalla prammatica sanzione le disposizioni ostili al papato e mettere su d’una base giuridica i privilegi in essa contenuti. In questo e nei seguenti col-loquii papa e re s’accordarono sui punti essenziali : il risultato doveva riuscire molto più gradito al prudente principe che non al suo avversario d’un tempo. Con mossa ardita Francesco ottenne ciò che da lungo tempo agognava, la sostituzione della prammatica sanzione, a lui incommoda, con un concordato sommamente vantaggioso, potendo insieme di fronte al suo paese rimuovere da sè ogni odiosità additando il desiderio del capo supremo della Chiesa, dal quale sarebbe partito il progetto. * Dopoché papa e re si furono messi d’accordo sull’articolo fondamentale del concordato, la nomina dei prelati, persone di fiducia vennero incaricate da amendue di compilare un patto preciso e formale. A tal fine rimasero in Bologna i cardinali Lo- 1 Kai.koff, Aleander 48; cfr. 97. 2 Cfr. Madelin, De convenivi Bonon. 65 ss., cfr. 81 s. Xon potei vedere un altro lavoro del Madelin nel periodico francese Minerva 1903, che però a detta dell’autore non contiene nulla di sostanzialmente nuovo. Prepara un lavoro speciale sul concordato del 1516 P. Bockdos di Cor.bes, che in Mèi. d'archéol. (XXVI. 143 s.) ha pubblicato un articolo: Le concordai de Francois I’r et Vindulte de Charles - Quint. Levr conflit en Artois 1518-1521. Il trattato di K fino uf sul concordato uscì j>er la prima volta a Parigi nel 1538: v. Archiv. jiir Kirchenrecht LXXXVI, 259.