302 Libro I. Leone X. 1513-1521. Capitolo 9. determina il contegno del papa in questa questione e in rapporto al mandato di sequestro. Vi si sostiene a spada tratta il punto di vista, che, essendo già legittimamente condannato, Lutero non doveva udirsi pubblicamente : potere però l’imperatore esibirsi a dargli ascolto senza testimoni per promettergli la grazia pontificia se riconosceva i suoi errori, od offrirgli salvacondotto per Roma o udienza davanti l’inquisizione spagnuola. Qualora non accetti, non rimane altro che rimandarlo col salvacondotto, se era venuto con esso, e poi procedere energicamente contro lui ed i suoi. Si è d’accordo quanto al provvisorio sequestro dei libri di Lutero nel caso che non possa farsi altro : essi però vanno bruciati pubblicamente qualora Lutero non voglia ritrattarsi. Va elogiato l’imperatore perchè finora ha protetto con forza la causa della Chiesa, ma insieme lo si deve esortare a non retrocedere a metà strada.1 Il progetto di chiamare Lutero avanti la dieta addolorò e turbò fuor di misura il papa perchè il giovane imperatore era stato fino allora l’unica persona sicura, sulla quale a Roma s’era creduto di poter riporre ferma fiducia. Ma anche in questo momento Leone X non dimenticò i riguardi di diplomatica prudenza: al Manuel lasciò bensì scorgere il suo timore che l’imperatore cedesse troppo, ma senza troppo manifestare il bisogno che aveva di aiuto e la grandezza della sua preoccupazione. 2 Più forte e chiaro si fece sentire coll’Aleandro il Cardinal Medici. La buona volontà dell’imperatore, si legge in una sua lettera del 19 marzo, non basta, ma va anche attuata. Nella questione di fede il papa non è del tutto tranquillo in causa del procrastinamento senza fine di tutte le misure comandate dall’imperatore stesso: non si può negare che si sia raffreddato lo zelo di Sua Maestà : il difensore nato della Chiesa presta ascolto ai nemici della medesima. Bisogna attendersi le peggiori conseguenze nel caso che l’imperatore non faccia decidere la causa prima che si chiuda la dieta. Del resto Dio non abbandonerà la sua Chiesa : l’Aleandro si muova solo d’accordo col nunzio Caracciolo e con Raffaello de’ Medici. 3 Immediatamente dopo (20 marzo) il papa portò sulla faccenda il discorso in concistoro, ove parecchi cardinali elevarono espressi lamenti perchè l’imperatore aveva citato dinanzi a sè Lutero, at- 1 La Notula mittenda ad nuntios in Balan n. 34 senza data. Di già il BrieGER ( Theol. Lit.-Ztg 1884, 480) aveva osservato che essa al più tardi è del febbraio o dei primi di marzo. Wrede con più ragiono la colloca nella seconda metà di marzo (Reichstagsaktcn II, S25, n. 1). Il Kalkoff (Aleander 120, n.) accoglie gjuest’opinione e congettura autore il penitenziere maggiore. I2 Cfr. Baumgartex, Karl V, I, 435-436. 3 Balan n. 49; Kalkoff, Aleander 112, n. 1. Hello stesso tempo furono andati brevi laudativi datati dal 16 marzo ai principi elettori di Magonza e randenburg e lettere d’esortazione a Giorgio duca di Sassonia (Sadolf.ti Ep>si-)3 ss. Balan nn. 51, 52. Beichstagsakten II, 662, 809, n. 1).