554 Libro I. Leone X. 1513-1521. Capitolo 12, 2. dai concilii o piuttosto conventicole di Basilea e di Bourges ». 1 Allorché venne la sua volta, Leone X, come narra il suo maestro di cerimonie, esclamò forte e in tono di trionfo: Non solum placet, seti mulivm placet et perplacel,2 « non solo piace, ma piace molto e moltissimo ». Sotto più d’un rispetto il giubilo del Mediceo per la vittoria riportata sulle tendenze scismatiche di Bourges era giustificato. Così era terminata con successo una dura lotta della Santa Sede protrattasi per 80 anni, però Leone X dimenticò pel momento i sacrifici, coi quali aveva comprato la grande vittoria. Immediatamente il Cardinal Medici notificò al legato papale a Parigi, che coll’approvazione di tutti i cardinali e di 89 vescovi il concilio aveva confermato il concordato e che, malgrado lo strano contegno degli inviati francesi, si sperava che Francesco I manterrebbe la parola data e darebbe vigore agli ordini del papa e del concilio.3 Soltanto nell’aprile del 1517 avvenne la consegna officiale dei documenti al re francese : il nunzio presentò la bolla sull’abolizione della prammatica sanzione entro una custodia violetta, quella sul concordato in una custodia bianca; * i colori paiono apertamente scelti con idea simbolica. Già prima di quest’atto s’era scatenata in Francia la tempesta contro la convenzione fatta dal re e dal papa. Appena conosciuto il concordato, clero, parlamenti e università parigina si misero in moto. Tutti coloro i quali avevano sperato che il vittorioso re indurrebbe il papa a riconoscere la prammatica sanzione, si videro amaramente delusi. Il concordato non solo contraddiceva alle idee dei seguaci dell’idea conciliare, ma coll’abolizione delle libere elezioni feriva inoltre gli interessi di ben molta gente. Divenne parola d’ordine la difesa delle « libertà gallicane », e poiché, sotto pena di nullità di tutto il trattato, egli s’era obbligato a farlo leggere, accettare, pubblicare e giurare dal clero e popolo e registrarlo entro 6 mesi, Francesco I dovette mettere tutto in opera per diventar padrone di quel movimento. Ma l’opposizione da lui incontrata fu così vigorosa, che a due riprese 1 lì F.FF.I.E-II l'.RGEN'KOTHER Vili, 714. 2 Paris db GraSSIs appo Madelin 89. 3 Manoscr. Torrig. XX, 249 8. * Manoscr. Torrig. XX. 386. Xell’A r c li i v i o Nazionale a P a r i g i si conserva in originale il documento del concordato: ha la firma del papa e dM cardinali ; il sigillo di piombo pende da un cordone di seta rosso-gialla. Là si conserva anche l'originale della bolla 19 dicembre 1516 suU'abolizione della prammatica sanzione ; è un fascicolo in pergamena legato in seta, munito in modo splendido delle armi di Leone X e Francesco I. Il sigillo di piombo, come sopra. La firma autografa dice: Ego Leo .Ym“' atholice ec<-le eps gubsrripsi. Fac simile in Ouiferf.y, Mitsée des Ardi, wl., Paris 1893, 121.