332 Libro I. Leone X. 1513-1521. Capitolo 10. possesso del duca di Devonshire riproduce con fedeltà pienamente-al naturale i tratti grossolani di Leone X.1 Però trattando intimamente con lui scompariva quasi del tutto la sgradevole impressione dell’esterno. La voce gradevole e armoniosa in modo straordinario, il modo d’esprimersi bello e spiritoso, la maniera di trattare, pur salvando tutta la maestà corte-semente amichevole, spesso addirittura affascinante, il vivo interesse per la scienza e per l’arte e la maniera gradevolmente serena, con cui il pontefice gustava le creazioni, che a lui offriva la cultura grandemente sviluppata dell’età sua, dovevano conquistare chicchessia. Questo lato della natura di Leone X Raffaello lo ha messo in mostra nel famoso ritratto del suo mecenate, che si conserva nella galleria Pitti. * Malgrado l’esteriore abbellito e nobilitato certamente questo quadro meraviglioso 3 ridà la caratteristica 1 Cfr. Strong, Reproductions of Drawings by Old Masters in thè Golleetion of thè Duke of Devonshire nt Chatsworth, London 1904. Il disegno di Sebastiano del Piombo venne identificato pel primo dal Wickhofp; v. Kunstgeschiehtl. Anzeiyen 190«, 54. 2 Un'eccellente copia a magnifici colori di Andrea [del Sarto nel museo di Napoli. Copia del Bugiardini nella galleria Corsini a Roma. Cfr. A. NICCO lini, Sul ritratto di Leone X, dipinto da Raffaello e sulla copia di A. del Sarto, Napoli 1841. (R. Betti), Sul ritratto di Leone X ecc., Napoli 1842. C. Pancaldi, Sulla vertenza intorno al ritratto di Leone X, Milano 1842. G. Masselli, Sul ritratto di Leone X dipinto da Raffaello e sulla copia fatta da »4. del Sarto, Firenze 1842. IL i»e Garriod, T)e la légitimité du portrait de Leon X. Réponse ,4. Niccolini, Florence 1842. E. Rocco, Intorno al ritratto di Leone X, s. 1. 1842. C. Guerra, Sul Leone X del R. Museo Borbonico, Napoli 1843. C. d’Arco ed U. Brachirolli in Arch. stor. Ital., 3* serie, VII, 2, 175 s. Reumont in Jahrb. fiir Kunstu'issensvhaft 1868, 211 s. Springer, Rapluiel 114 s. Gruyer, Raphael peintre d. portraits 333 ss., 860 ss. Strzyoowski 47 s. Contro una critica ingiusta del ritratto v. Kunstnhronik 1899-1900, n. 22. Sul ritratto pittiano è fatta la maggior parte dei posteriori : v. Kenner 144. Di altri ritratti, a lato di quello nell’affresco di Attila (cfr. Crowe, Raffael II, 153) e del disegno di Sebastiano del Piombo ricordato a p. 331, siano ricordati anche la miniatura nella collezione Prosper-Valton (riprodotta in Muntz, Tapiss. 5) e il disegno a mano del 1513 nel museo di Corte a Vienna (terzo piano, n. 46'), rispett. 291). Un magnifico busto di marmo, alquanto superiore alla grandezza naturale, che fu lavorato per Giannozzo Pandolfini, esistente nel palazzo omonimo a Firenze, non è ancora pubblicato. La tradizione di famiglia lo qualifica per un’opera di Michelangelo, il che è certamente erroneo. È un lavoro mediocre la grande statua in marmo di Alfonso Lombardi (il papa è rappresentato in atto di benedire) al Palazzo Vecchio. Ciò vale ancor più pel busto che si trova nello stesso Palazzo nella Sala di Leone X. Fra altri fecero medaglie per Leone X Caradosso-e Sangallo; cfr. Armano I, III, 159; II, 113, 114; III, 27, 31, 45, 46, 62, 143, 201-202. Sulle monete v. Cinagli, Monete de' Papi, Fermo 1848; Sciiulte I, 218 ss. Bei carnei colla testa di Leone X negli Uffizi a Firenze (nu. 500, 501, 3202, 3203). * Come fa risaltare il Grimm (Leben Raphaels 439) nel ritratto pittiano l’Urbinate « ha fatto pel suo signore più di quanto avrebbe potuto fare il più brillante storico... Sembra che sia la cosa più perfetta che Raffaello abbia prodotto in questo genere e nessun ritratto storico di qualsiasi tempo gli sta al-