^48 Libro I. Leone X. 1513-1521. Capitolo 11, 1. dallo stampare simili lavori. Oltracciò ha pregato i suoi amici di esortare Lutero alla moderazione ed al mantenimento della pace ecclesiastica. « Allorché, or sono due anni, egli mi scrisse per la prima volta, io amichevolmente gli ho ricordato quanto bramavo che fosse da lui evitato. Avesse egli obbedito a questo consiglio ! Venni a sapere che questa lettera fu trasmessa a Vostra Santità con questo elletto, che caddi in disprezzo presso la Santità Vostra mentre, m’avrebbe dovuto procurare il favore papale ». Alla fine Erasmo si difende contro l’accusa di non avere ancora scritto contro Lutero. Da una parte gli è mancato il tempo per studiare a fondo le opere di Lutero e dall’altra gli mancano le doti a ciò necessarie, nè ha voluto precorrere le facoltà teologiche, che si occupano della faccenda : da ultimo confessa anche il motivo principale del suo silenzio, la paura cioè di attirarsi l’odio di tanti. 1 Almeno presso Leone X pare che questa lettera abbia ottenuto il desiderato effetto. Non soltanto in uomini molto saggi e probi, rispondeva il papa ai 16 di gennaio del 1521, ma eziandio alcune delle sue opere avevano suscitato in lui dei dubbi sui suoi sentimenti: la sua lettera però aveva fatto dileguare tutte queste impressioni ed ora egli non dubitava più del suo attaccamento alla Santa Sede ed alla fede della Chiesa ; s’augurava inoltre che ognuno potesse rendersene persuaso quanto lui. Insieme si sentiva il dovere d’esortarlo a far uso dei suoi talenti e della sua dottrina nel combattere il luteranesimo. 2 Dalle lettere del Cardinal Medici all’Aleandro spedite nell’autunno 1521 appar chiaro che, non ostante tutte le sfavorevoli relazioni sul contegno di Erasmo, egli fu sempre di parere che di fronte a lui s’avesse da usare il massimo riguardo e clemenza. 3 Sotto questo rispetto s’andò fino all’estremo limite, fors’anco più in là. Del resto anche più tardi persino un Adriano IV non ha forse sperato di riuscire a guadagnare alla difesa della Chiesa contro i novatori religiosi la penna più abile della cristianità, il primo latinista di quell’età? Per quanto fossero esagerati gli elogi dei meriti scientifici di Leone X detti da Erasmo, indubbiamente però sotto un rispetto essi sembrano in parte giustificati, cioè relativamente agli studi greci. Sotto questo punto di vista fu già molto significativa la protezione, che Leone X concesse alla casa editrice veneta di Aldo Manuzio (n. 1450, f 1515). Aldo non era un semplice editore, ma insieme un erudito ed un uomo lealmente devoto alla sua religione. Nel preambolo alla sua edizione di Lucrezio egli esortò 1 Erasmi Op. Ili, 1, 578. Hartfelder 135 s. sBalan, Mon. re.f. nn. 53, 129-130; prima già in Lakmmer, 'fon. Vnt. 1 8., ina in forma alquanto diversa. 3 B ai.an' loc. cit. 292 ss.