1. Elezione ed inizi del governo di Leone X. Cure per la pace e fine dello scisma Pisano. Era terminato un pontificato grandioso : ogni cardinale che entrò in conclave come possibile candidato, avrebbe dovuto farsi la domanda se potrebbe occupare un posto rispettabile dopo un principe sì imponente come era stato Giulio II. Eppure il numero dei pretendenti alla suprema dignità fu molto grande : dieci, anzi, secondo altre notizie, undici o dodici cardinali vi aspirarono con ardore.1 Alla morte di Giulio II l’intero Sacro Collegio componevasi di trentun membro, 2 dei quali però sulle prime venti soltanto erano presenti a Roma : cinque degli assenti arrivarono ancora in tempo, sicché alla elezione papale poterono partecipare venticinque cardinali. Diciannove erano italiani (Riario, Grimani, Soderini, Vigono, Fieschi, Adriano Castellesi, Leonardo Grosso della Rovere, Carretto da Finale, Sisto Gara della Rovere, Ciocchi del .Monte, Accolti, Achille de Grassis, Sauli, Medici, Luigi d’Aragona, Cor-naro, Farnese, Sigismondo Gonzaga e Petrucei), due spagnuoli (Remolino e Serra) : s’aggiungevano il francese Roberto Challand, lo svizzero-tedesco Schinner, l’ungherese Bakócz e l’inglese Bain-bridge. Un cardinale, Raffaello Riario, doveva la sua elevazione a Sisto IV, un secondo, Giovanni de’ Medici, ad Innocenzo Vili, mentre degli altri, dieci erano stati ornati della porpora da Alessandro VI e tredici da Giulio II. * Cfr. col Sanudo XVI, 16, 38 la »lettera 11 marzo 1513 del cardinale Gonzaga (y. Appendice n. 4) nell’Archivio Gonzaga in Mantova e S. Tizio, * IlUt. Senen. nel Cod. G. Il, 37, fol. 229 della C h i g i a n a. 2 V. il catalogo appo Saxudo XVI, 30, migliore di quello in ClACON’ius III, 309 s.; U Er MO nt III, 2, 49 ed altri dànno erroneamente trentatre cardinali.