Teologi (il Caetano). 445 intorno ai papi di quel tempo, parecchi dei quali vengono giudicati con nobile coraggio: fa singolare contrasto con ciò la smisurata lode, che al pari di un perfetto cortigiano, Egidio tributa a Leone X. L’opera sua ha titolo di speciale importanza anche perchè rende manifesta la penetrazione delle idee umanistiche nelle vedute di religiosi molto rigidamente pensanti.1 Dai filosofi ai teologi forma il trapasso Ambrogio Fiandino, napoletano dell’Ordine degli Agostiniani, da Leone X nominato vescovo suffraganeo di Mantova nel 1517. Fiandino compose anche parecchi scritti contro Lutero. Il primo, che in Italia usci in campo contro costui apparteneva a quell’Ordine, che eziandio in Germania mise in mostra tanti campioni contro il novatore witten-berghese,2 Silvestro Prierias maestro del sacro palazzo di Leone X. Dicemmo già della sua attività.3 A lui seguono tra i più antichi avversarii italiani del wittenberghese i domenicani Ambrogio Ca-tarino e Tommaso Rhadino professori all’Università romana, nonché il veneziano Cristoforo Marcello.1 Supera tutti di gran lunga il Cardinal Caetano, che indubbiamente fu il teologo più importante alla Corte di Leone X. Quasi tutte le opere di quest’uomo distinto, da Clemente A ll detto « luce della Chiesa » ebbero origine in Roma e fra esse più di tutte gli arrecarono fama il commentario classico sulla Somma di san Tommaso d’Aquino e la dotta dissertazione sull’autorità del papa e del concilio composta fin dal tempo di Giulio II. Insieme egli scrisse un gran numero di trattati particolari nei quali con grande misura e giudizio combattè le novità luterane e difese le dottrine della Chiesa antica. 6 Col Cae- 1 Cfr. la minuta e acuta critica del Péussieb, De opere hixtorico Aegidii nard. Viterb. >• Rist, viginti saecul. », Monspelii 1896. Del resto l’opera non è ignota tanto quanto crede il P^lissier. Essa anzi fu usata molto di frequente, per es. da Victorellus in Ciaconius, Vitae II, 555, 590; da ManM, Anni santi 48; da Georgius, Nicolaus V, 66, 76; dal B aluze, Vitae I, 625; da IIofler loc. cit. ; da Laemmer, Zur K irch ei.gesch i eh te 16 s.; da Tom mas ini in Arch. d. Soc. Rom. Ili, 77 e finalmente in questa mia opera nei vol. I, II e III. I suoi panegirici e minuti sviluppi su Leone X convengono molto bene colla lettera di Egidio citata da Ulmann, Studien 95 s. ! Cfr. Paulus. Die deutschen Dominikaner im Kumfe gegen Luther (1518 bis 1563), Freiburg im Br. 1903. Apparteneva pure all’Ordine domenicano Sante Pagnini da Lucca, di cui la versione della Sacra Scrittura ¡fu calorosamente promossa da Leone X. Renazzi II, 13-14. * Sopra p. 235 s., 254. ♦Su questi e alcuni altri ancora cfr. Kalkoff, Alf.under 221 e Forschungen 176 s. Sul Catarino cfr. con Kirchenlexicon II1, 2053 anche Marini, Lettera 28 e Laemmer, Vortrid. Theol. 21. V. inoltre Fraknói, Verböczi 160 ss. e sopra p. 301. Sul domenicano Pietro Colonna, dalla sua patria detto Galatino, che nel 1518 scrisse sulla verità cattolica contro i Giudei, v. Tiraboschi VII, I, 308. 6 Vedi Jäger. Kajetans Kampf gegen die lutherische Lehrform, aus seinen Traktaten dargclegt in Xiei>ner’* Zeitschr. f. hist. Theol. 1858, 431 ss. Cfr. inoltre Echard et Quétif II, 14 s.; Hurter, Nomenclator; Werner, Der hl. Thomas