_ Gli Arazzi di Raffililo. 473 les 1 e la quindi si rivolse anche Leone X. * La spedizione dei cartoni a Bruxelles deve essere seguita immediatamente poiché già alla fine del luglio 1517, durante la sua dimora nella predetta città, il cardinale Luigi d’Aragona potè ammirare il primo tappeto, la consegna delle chiavi a san Pietro. Quel cardinale intelligente d’arte visitò anche l’opifìcio e fu del parere, che la serie completa degli arazzi sarebbe da collocarsi nel numero delle opere più belle, che la cristianità possa presentare.3 Sotto la sorveglianza di Bernardo van Orley,4 scolaro di Raffaello, l’esecuzione in lana, seta e filo d’oro fu affidata a Pietro van Aelst, che oltre al titolo di fornitore della Corte pontificia, ebbe per ogni pezzo di questi arazzi 1500 ducati, cioè 15,000 ducati in tutto.5 Ai primi di luglio del 1519 tre tappeti erano già arrivati a Roma: pieno di meraviglia l’ambasciatore veneto dà relazione della fine esecuzione e del pregio dei pezzi. 6 Altri quattro debbono essere venuti a Roma nel corso dell’autunno essendoché consta che nel giorno di santo Stefano Leone X fece appendere per la prima volta sotto gli affreschi della cappella Sistina sette dei nuovi tappeti altrettanto belli che preziosi.7 Si sentirono bensì voci invidiose e sfavorevoli, ma l’impressione generale fu di piena ammirazione. « Tutti i presenti nella cappella » fa sapere il maestro delle cerimonie Paris de Grassi», «stupirono vedendo questi magnifici tappeti, che secondo l’unanime giudizio sono tra le cose insu- 1 Vedi Pinciiart. Hist. de la tapisserie dann les Flantlres. Paris 1878-1885. 118 s. * Müntz, Chronique des Arts 1876, 346 ss. e Hist. de In tapisserie 20 cosi giustamente concluse dal contratto 27 giugno 1520, da lui citato a p. 25, in cui perù non si fa il nome di Bruxelles. Ogni dubbio è tolto dalla esplicita testimonianza di Antonio de Beatis. V. nota seguente. 3 Cfr. Pastor, Heise des Kardinals Luigi d'Aragona 65, 117. Questo passo è importante anche per togliere i dubbi formulati da Gf.rspaoh in Rev. de l'A ri c hrét. 1901, 106. 4 Tornato nei Paesi Bassi nel 1515: v. WadTERS R. Orley, Paris 1893, 14. 5 Marcantonio Michiel appo Cicogna 406. I dati più elevati di Paris l>e Grassis, Panvinio e Vasari sono esagerazioni; v. Müntz, Raphael 482. * « De molti pezzi di arazzi che ’1 Pontefice fa fare in Fiandra per fornire lo camere et capella finora ne sono stati portati tre di tanta perfectione et pre-tio che vagliono cento ducati el brazo ne si stimano cari ■. Lettera 4 luglio 1519 appo Sanudo XXVII, 470, che sfuggì stranamente al Müntz, ma che conferma le argomentazioni di quest’erudito (Chronique des Aris 1876, 254 e Hist. de la lapisserie 20) contro Passavant. 7 Cfr. Cicogna, Marcantonio Michiel 495-406 e Paris de Grassis in Passavano II, 232. V. anche Minghetti 161. Leone X visse fino a vedere anche i tre tappeti mancanti, come risulta con sicurezza dall’aggiunta all’ * Inuen-larium bonorum in foraria I.eonis X del 1518 (A r c h. di Stato in Roma), ove a f. 30 sono catalogati i 10 tappeti coll’indicazione: «Panni pretiosissimi de la Su di papa Leone ad uso della cappella ». Il passo relativo fu comunicatola Müntz, Chronique des Arts 1876, 247 e Hist. de la tapisserie 19, n. 3.