Iacopo Sadoleto. 411 tiva anche in causa della morte dei suoi amici Raffaello, Chigi e Bibbiena. Con molti benefizi egli possedeva entrate sufficienti per poter dedicarsi indisturbato alle sue inclinazioni letterarie lungi dal tumulto della vita di Corte. Nel suo carme sui poeti della Roma Leonina, Francesco Arsilli fa al Bembo l’elogio che dalla bocca gii scorre pieno il fiume del linguaggio toscano e che insieme appaia maestro nella dovizia del sermone latino. Eppure, nonostante queste lodi, presso l’Arsilli il Bembo non sta che in secondo luogo, il primo venendo attribuito al Sadoleto, 1 al quale realmente sotto più d’un rispetto compete la preminenza di fronte al suo collega. • Teologo, filosofo, oratore, poeta, scrittore e diplomatico, il Sadoleto superava l’amico Bembo non solo per la molteplicità del sapere, ma anche ¡ter la profondità e purità del carattere. Prete ognora esemplare, egli col suo esempio dimostrò come, quando non si manchi di base morale, si possa senza danno sprofondare negli studii classici. Nella cerchia dei letterati romani la fama del Sadoleto fu stabilmente fondata, dacché pubblicò la poesia sul rinvenimento del gruppo di Laocoonte. Poco egli partecipò alla vita splendida che si conduceva nella Corte di Leone X. Ritirato il più che gli fosse possibile,8 egli si dedicò aAranti tutto al suo ufficio ed a studii serii. L’unico suo svago era costituito da lieti ritrovi coi suoi amici letterarii, nei quali in luoghi classici facevasi un pasto semplice, si recitavano poesie e si tenevano orazioni: dopo molti anni il Sadoleto si ricordava ancora di questi bei tempi. 3 Più volte quest’uomo profondamente religioso si preoccupò della questione della riforma ecclesiastica. Risolutamente egli rifiutò i legali onorifici, che spesso e in larga misura gli vennero offerti nell’influente' posizione che occupava. Sadoleto diede un esempio di completo disinteresse, troppo raro al suo tempo, anche col fatto che mai cercò di ottenere per sè un benefizio. Allorquando nel 1517 Leone X, che già gli aveva dato varie prove del suo favore,4 gli conferì il vescovado di Carpentras, egli non voleva accettare la dignità, e vi si acconciò solo dopo che il suo signore ebbe espressa 1 Colle vecchie biografie di Fiokdibello (nell’ediz. romana delle Epist. del 1759, i ss. e nell’ed. veronese delle Opera Sadoletr1,1 ss.) e del Tiraboschi ( Dihl. mod. IV, 424 ss.) v. la poco nota monografia di A. Joly, Sadolet (1477-1547), Caen 1857; anche Cantù, Ital. ill. Ili; G-ekini, Scritti pedag. del secolo x'.Vi, Torino 1891 ; Misceli, ex Mss. Collegii Romani S. lesti, Roma 1754, 236 ss., e Kopp in Bibliothek der kath. Pädagogik XV, Freiburg 1904, 339 ss. * Cfr. San Udo XXVII, 224. 3 Sadoleti epist. jam. I, ep. 106. Cfr. Ciax in Oiorn. d. Icti. Ital. XVII, 298 ss. V. anche la lettera del Sadoleto all'amico Mario da Volterra, nominato da Leone X vescovo di Aquino, citata dal Cian, Oortegiano 215. ‘ Cfr. Regest. Leonis X, nn. 4775-4777.