138 ^■¡!)f0 j. Leone X. 1513-1521. Capitolo 5. sparsa anche alt^^i e non giustificata 1 per ciò che riguarda i primi anni di ^ non soltanto allora influì in modo sommamente dannoso s(„|. gforzi del papa a favore vuoi della pace, vuoi della crociata.s Poiché non c> Ja sperare nulla da Venezia, che più volte minacciò di chi^ 0 i Turchi, 3 Leone X, in vista del pericolo minacciante da ( (JSt.(Iitiiiopoli, 4 volse i suoi sguardi verso un’altra direzione. Bove\a .^dersi utile alla difesa della cristianità la unione col cavalco re di Francia. Dalle assicurazioni date a Bologna sia da l'ideo1, sia dal suo cancelliere Du Prat, il papa poteva sperare gja ^ cose dalla potenza della Francia. 5 Ora con Rodi la più minata era sempre l’Ungheria e Leone X addì 17 gennaio 1516 ,:(|n gessanti parole sollecitò il re francese a mandare agli Unghei^j .'peno un aiuto in denaro. La risposta del re fu amichevole, itiy^aro non ne corse. 6 Ee Ladislao, al quale fino all’ultimo Leone ^(feva addimostrato il suo caldo interessamento, morì nel marzo ij,? lasciando tuttora fanciullo il figlio Ludovico. Affinchè poi la f°ss€ completa scoppiarono altresì delle questioni fra i ¿¡iti ungheresi. Con crescente inquietudine il papa teneva gli, ■ m fìssi all’Ungheria, dove addì 2 aprile 1516 mandò il suo coJUo Roberto Latino Orsini. 7 Con lettere pressanti incitò a re,.?™ ¡liuto a quella regione duramente provata il re polacco SigisiJ^o, '* re Portogallo, poi specialmente Fran-oesco 1,8 che ner, e questa, volta mandò aiuto in denaro, mentre il papa, non ostaci« sue finanze malconcie, assegnò 15,000 ducati al bano Berizsl(, pfngheria sarebbe fin d’allora diventata preda dei Turchi, se iuÌ #te del 1516 il sultano Selim non avesse intrapresa una c'at), C,# contro la Siria e l’Egitto, che doveva tenere occupate sne forze Per due anni‘ * 1 Circa la buon n,ità del papa un suo confidente, Baldassarre da Pescia, scrive a Lorenzo d 1 *i il 1 •> agosto 1514 : * « .V. S. sta benissimo Dio gratia ro che* (A r c ^ 451 ; XIX, 210. llf 2 11 28 gennaio ’ Ì»1*00 VII f metteva in guardia l’imperatore dai progetti di crociate sìC(. fallaci (BbeweR II, I, n. 1446). a Lorenzo » 16 »g°sto 1514 : * « N- S‘ sta benÌ881tno Dl0«r?tla et non fa altro eh,. 5I A 1 Stato 111 F * r 6 n z e)' Cfr‘ Sanud0 XA 111 ’ . Dipi, reipubl. Ragusinae, Budapest 1887, 677s. [»ni fallaci (Brewer II, 1, n. 3 Cfr. sopra 1,1)0 XVIII, 423 s., 426. Szalay III, 2, 183 s. 4 Cfr. G-elcicikv ^P1- reiP"bL Sagutina 5 Cfr. ZiNKEis^H;'t,iü>lER's’ Histor. Taschenbuch 1856, 561 s. e sopra p. 91. 8 Charrière j ® e °ve lef?ges' >1 breve del 17 gennaio 1516. Anche altri .Stati, ad esempio ■ ®furono sollecitati a prestare aiuto all’Ungheria (v. Corp. dipi. P«,,!1 r"'# »■)• . . 7 I * documer • («tfl nnsslone mancanti nel Theimer v. m App. n. 17 -dell’A r c h i v i o 8,1 i t0 Pontificio. 8 Bembi Eri ' S eits 2*- ® AYNAI.T) 1516, n. 67, 68. Corp. dipi. Port. I, 373 ss. Hefele-Hergenv-fi11’ r>'8' 9 Hammer II ’tHfl. 1ÌErtzberg 669 s.