372 Libro I. Leone X. 1513-1521. Capitolo 10. sentava proporzioni così immense ria far provare ad ogni osservatore il sentimento che soltanto i nepoti vedrebbero forse il compimento della meravigliosa opera. Al Vaticano come a Castel S. Angelo regnava viva attività edilizia, le loggie del cortile di S. Damaso s’avvicinavano al loro finimento. In uniforme bianco-verde-gialla muniti d’alabarda, circa 300 fiorenti e begli Svizzeri custodivano l’ingresso della residenza pontificia, la quale era tenuta con tutto il possibile lusso d’una civiltà altamente sviluppata. Persino gli ambasciatori veneziani, abituati all’arte ed allo sfoggio della ma gnificenza, facevano meraviglie per la pomposa bellezza della residenza papale, con cui non poteva confrontarsi nessuna sede principesca del mondo. Colle pitture sulle pareti e nei soffitti, che rivelavano la somma altezza dell’arte, gareggiava una sorprendente dovizia di tappeti operati e di baldacchini di stoffa d’oro e seta. I mobili, le suppellettili d’argento e oro attestavano il gusto più elevato. Le sedie del papa coperte di velluto cremisi avevano pomi d’argento con lavorata in oro l’arma di Leone X. 1 La vita e l’affaccendarsi in Vaticano era il più attivo immaginabile. Persino alti prelati dovevano attendere da 4 a 5 ore prima che potessero far visita al Cardinal Medici : prima di ottenere udienza dal papa spesso scorrevano (i ore 1 perchè i cardinali confidenti del papa molto di frequente bazzicavano a palazzo. « Le camere di X. S. », scriveva al Bibbiena il Bembo addì 19 luglio 1517, « che Raffaello ha dipinto sì per la pittura singolare e eccellente e sì ancor perchè quasi sempre stanno ben fornite di Cardinali, sono bellissime ».3 Pur ammirando le opere di Raffaello in Vaticano, i contemporanei stimavano molto più la poderosa creazione di Michelangelo nella cappella palatina del papa.4 Il massimo interesse però di quel mondo entusiastico per l’antichità era rivolto alla corte nel Belvedere Vaticano, ove fra cipressi, allori, aranci e mormoranti fontane erano esposti il Nilo, il Tevere, l’Èrcole, l’Arianna, la Venere felice, il celebre Apollo e il gruppo di Laocoonte [allora apprezzato anche più. A chiunque papa Leone X concedeva liberissimo adito in questo santuario dell’arte antica.5 Chi visitava il Vaticano ¡non dimenticava di 1 Tolgo questi particolari dalla citata relazione degli ambasciatori veneti. Idea sommamente interessante dell’arredamento del Vaticano ci dà 1’ ** Inventa-riunì omnium honorum existentium in /oraria Smi D. Leoni» pp. X factum de mandato Smie Bean