416 Libro I. Leone X. 1513-1521. Capitolo 11, 1. naZzaro a questa richiesta del papa. S’è conservato invece un triste segno dell’inconciliabilità del poeta nell’oltraggioso epigramma che subito dopo la morte di Leone X diresse contro il medesimo, in cui, sulla base della voce falsa, 1 che il papa fosse morto senza sacramenti, si lancia un’ indegna offesa al defunto. 2 Con maggiore riserva che il Sannazzaro servironsi dell’elemento classico gli umanisti Girolamo Fracastoro e Battista Spagnolo Mantovano. Il primo che celebrò il mecenatismo di Leone X con parole esagerate,3 non fa propriamente parto del circolo letterario romano, col quale però fu in vivi rapporti. Nel poema « Giuseppe Fracastoro sdegna di sfoggiare con frasi pagane. Quest’umanista celebrato a suo tempo come medico e filosofo, deve la sua fama al poema didascalico dedicato alla maledizione di quell’età, al mal francese. In questa poesia altrettanto elegante che ¡efficace, al contenuto della quale corrispondeva un certo uso della mitologia antica, lo scabroso argomento è trattato in maniera da scansare qualsiasi indecenza. Con molta efficacia all’inizio del secondo libro sono messi a confronto gl’infortunii rovesciatisi sull’Italia e la quiete, che E orna godeva al tempo del « magnanimo » Leone.4 Una figura molto degna di nota è il carmelitano Battista Spagnolo Mantovano, dal 1513 generale del suo Ordine, morto il 20 marzo 1516 e dichiarato beato da papa Leone XIII.5 Come il Sadoleto egli accoppiava verace pietà con sommo entusiasmo pei tesori del mondo antico. Poeta molto fecondo egli godette di grande fama in Italia, anzi perfino in Germania ed esagerando fu celebrato quasi un secondo Virgilio.8 Sebbene non disdegni l’elemento mitologico persino nei suoi inni sacri, pure lo Spagnolo lo usa con misura ; più volte reagisce in senso cristiano contro il paganesimo dell’arte antica, dal quale tuttavia non sa liberarsi del tutto. Al principio del Calendario festivo (De saeris diébus) 7 egli IIenke III, 532. Per ragione di questa testimonianza non è permesso rigettare collo Scherillo (loc. cit. 361) l’opinione di MORONCINI, che da tali poemi Leone X s’aspettasse un bene per la religione. 1 Cfr. sopra p. 325 s. * h'pigr. Ili, 8. Pel giudizio da darsi dell’epigramma vedi Giorn. il. lett. Itah XI, 458 il. 3 Cfr. Gaspary-Rossi, II 2, 50. * Cfr. Roscoe-Bossi VII, 151 s. ; Budik II, 184 s. ; Castelx AL', Mèdicis 326 s. ; P la min I 106, 112. V. anche Rossi, G. F ra a ut oro in relaz. all'aristotelismo e alle scien:e del Rinascimento, Pisa 1893 ; Barbarani, G. Fracastoro, Verona 1897. 5 Cfr. F. Ambrosi, De rebus gestis ac scriptis op. Bapt. Mani nani. Taurini 1785 ; Fanucchi, Vita d. b. Batt. Spagnolo, Lucca 1887; Gabotto, Un poeta beatificato, Venezia 1892 ; Giorn. d. lett. Hai. XX, 469 s. ; XXXIV, 59 s., 67 s. 6 A Mantova il suo busto fu messo a lato di quello di Virgilio. Bettinelli, l.ett. ed arte Mantov. (1774) 100. Su altri busti e medaglie v. Bobe, Plastik 123 s. ; Giorn. d. lett. Ital. XXXIV, 66. 7 Prima edizione Lione 1516, riprodotta fin dal 1518 a Strassburgo da Wim- dheling.