L’opera programmatica di Lutero «alla nobiltà di nazione tedesca ». 253 della Chiesa di interpretare la Sacra Scrittura ed il diritto del papa di convocare il concilio. Queste mura di paglia e di carta debbono cadere. Tutti i cristiani appartengono allo stato ecclesiastico, tutti hanno il diritto di interpretare la Sacra Scrittura; il concilio poi deve convocarsi dall’autorità civile per liberare la Germania « dal ladro romano, dal vergognoso, diabolico reggimento dei Romani ». Roma succhia talmente i Tedeschi che « dovremmo meravigliarci d’avere ancora da mangiare ». ■ () nobili principi e signori, quanto a lungo vorrete mantenere aperto e libero a tali lupi feroci il vostro paese e le vostre genti? » Invece di combattere contro i Turchi, là bisogna cominciare perchè son più vicini ». Al lato di questo appello ad un assalto violento contro i « papisti » procedono però anche proposte pratiche e positive. I vescovi tedeschi invece di « cifre e babbei » del papa debbono essere liberi e starsene soggetti al solo arcivescovo di Magonza siccome primate di Germania. Vanno aboliti i gravamina, abolite le feste, i pellegrinaggi, i digiuni e le pene ecclesiastiche, diminuiti gli Ordini mendicanti, regolata in nuova maniera la bene-licenza, tolto il celibato dei preti, mentre hanno da rimanere i capitoli cattedrali siccome istituti di provvidenza pei figli minori dei nobili. Come con quest’ultima richiesta l’aristocrazia, così doveva guadagnarsi anche il nuovo imperatore colla proposta di annettersi lo Stato della Chiesa e di abolire la sovranità feudale pontifìcia su Napoli. Il successo di questo libro scritto con geniale forza di lingua fu oltremodo grande ed esteso. La prima edizione di 4000 copie fu esaurita in pochissimo tempo e se ne dovettero tosto allestire nuove edizioni e ristampe per soddisfare alle pressanti richieste. Mediante le riforme economiche domandate da lui, per la sua energica opposizione al capitalismo, al lusso ed all’ immoralità Lutero guadagnò moltissimi anche alle novità ecclesiastiche contenute in questo libro, che in fondo « era una fanfara risuonante all’assalto di tutto l’essere del papato ».1 II malumore antipapale largamente diffuso in Germania prese una forza inaudita. All’opera diretta alla nobiltà tedesca, con cui Lutero compì la sua definitiva rottura colla Chiesa, fa da riscontro la risposta, stampata già nel giugno 1520, SkWJSpitoma responsioni» del Prie-rias. * Egli fece nuovamente stampare con prefazione, conclusione e note marginali quest’opera uscita a Perugia nel 1519. La prefazione e la conclusione contengono la rinunzia più violenta che possa immaginarsi al papato come tale. Se, leggiamo nella prefa- 1 Giudizio di K. Muller, Kirchengesch., II, 1, 244. 1Epitoma doveva essere il precursore d unopera maggiore, colla quale l’rierias credeva di avere superato scientificamente i suoi nemici.