'314 Libro I. Leone X. 1513-1521. Capitolo 9. -curarsi denaro mediante una grande creazione di cardinali. Non si tenne conto dell’opposizione di molti cardinali alla politica imperiale, antifrancese di Leone : fra tutti i membri del Sacro Collegio il papa non si consigliò che con Giulio de’ Medici.1 Il piano della guerra fu fissato con Prospero Colonna fatto venire a Roma, ma chiamando a consiglio anche l’ambasciatore imperiale Manuel. Al Colonna fu destinato il comando supremo dell’esercito papaie-imperiale riunito. A capitano generale della Chiesa era stabilito fin dall’aprile il marchese Federico Gonzaga. Al principio di luglio fu reso di pubblica ragione questo accordo tenuto fino allora segreto. * Francesco Guicciardini còme commissario generale dell’esercito con estesi poteri doveva aiutare il Marchese. Guiderebbe la fanteria imperiale Ferrante d’Avalos, marchese di Pescara, marito della celebre poetessa Vittoria Colonna, comandando la cavalleria papale Giovanni de’ Medici, che in seguito acquistò un nome temuto come capo delle Bande nere. Tutte le forze di guerra degli alleati constavano di 600 cavalieri pesanti pontifici e fiorentini e di altrettanti imperiali, di 6000 fanti spagnuoli, 600 italiani e 6000 tedeschi e svizzeri.3 Alla notizia dell’alleanza del papa coll’imperatore Francesco I aveva tentato ancora una volta di guadagnare il primo e di scongiurare così la tempesta che lo minacciava, ma, non essendovi riuscito, arse di furore. Il 13 luglio pubblicò un manifesto ai suoi aderenti in Italia, nel quale lagna vasi dell’ingratitudine del papa, pel cui onore, vantaggio e famiglia tanto aveva fatto esprimendo nello stesso tempo la fiducia che non tornerebbe ad onore, nè ad utile di Leone X la sua lega col re cattolico (Francesco I non dava nel documento il titolo di imperatore al suo rivale). Poco dopo emanò rigoroso divieto di spedire in Roma qualunquesiasi reddito pecuniario di vescovadi o abbazie francesi.4 Ai primi di agosto con quel suo modo borioso egli dichiarava : « presto entrerò in Roma e detterò legge al papa ». 5 Veramente il suo esercito non era adeguato ai nemici, ma egli poteva contare sicura- 1 Sanudo XXXI, 13, 185, 317, 404, 453 ; XXXII, 8. Bergenroth II, nn. 345, 346, 351. J * Lettera 6 luglio 1521 del Castiglione (Archivio Gonzaga iu Mantov a) nell’App. n. 62. Cfr. la rara ed importante opera Delle esenzioni della famiglia Castiglione e della loro origine e fondamento, Mantova 1780, 6 s., 28 ss.; ove sono usufruiti numerosi atti dell’Archivio Gonzaga: v. anche Martinati 37 s. Luzio-Renier, Mantova 247 e Oiorn. ligust. 1890, 441. Sulla nomina di F. Gonzaga a capitano generale della Chiesa A. Luzio pubblicherà una speciale monografia. 3 * Lettera di I. Ginodi al duca di Savoia, Roma 8 luglio 1521. Archivio •di Stato a Torino, Soma 1. Guicciardini XIV, 2. Capella 14 s. Iovius, Vita Alf. Piscarii. Reumont, V. Colonna 39 s. 4Molini I, 97-98. Nitti 439. 5 Janssen-Pastor IIis, 331.