Risultato delle discussioni dietali ad Augsburg. 15 9" violenze, mariolerie e ribalderie esercitate ora a Roma dalla sconcezza papale e famigliari e cortigiane ». 1 Tutti gli sforzi contrari del Caetano dovevano rimanere sen-z’efEetto di fronte a quest’umore anticuriale rattizzato a questa maniera. Pur non essendovi neanche questa volta ragione di mettere in dubbio il disinteresse e la lealtà dell’assicurazione del papa, che intendeva non aver nulla che fare con la cassa di guerra, * gli Stati rimasero ciò nondimeno fermi nella persuasione che la Curia a null’altro tendesse fuorché il denaro venisse in mano sua. Avute dal legato queste notizie, Leone lagnossi amaramente per lo svisamento delle sue intenzioni e pelle calunnie sparse contro la Sede papale, che s’augurava di veder confutate dal fatto, poiché i calunniatori dovevano vedere che egli non cercava di avere per sé nulla dell’oro per la crociata e come era sua intenzione che tutto fosse lasciato in custodia d’altri.3 È dubbio se il rappresentante del papa, in vista della disposizione antiromana della Dieta, abbia trovato opportuno di esporre questi lagni4 che però non avrebbero prodotto impressione. Perfino le terribili notizie sulle minacce imminenti all’Ungheria, le quali indussero il papa a dar l’allarme presso Massimiliano, Carlo Y, Francesco I ed Enrico Vili,5 produssero soltanto paura, ma non generosità. Allorché poi corsero migliori nuove,, l’ansia passata convertissi nell’opposto: si rise del pericolo turco.6 Addì 14 settembre gli Stati risposero all’imperatore che quanto all’accordare somme per la guerra turca dovevano consultarsi prima coi loro sudditi: chiedevano poscia che l’imperatore trattasse col Caetano circa l’osservanza dei concordati e le annate. Massimiliano s’impegnò per quest’ultima parte.7 Quanto alla guerra turca gli Stati rimasero fermi nella proposta che chiunque s’accostasse alla comunione nei prossimi tre anni pagasse un decimo di fiorino, dichiarando insieme, a proposito pure di questa concessione, di dovere però prima parlarne coi loro sudditi ! Insieme rinnovarono ancora una volta i loro lagni contro la Sede romana chiedendo rimedio. Caetano dichiarò che l’aiuto pecuniario così previsto era troppo poco sicuro e meschino e che darebbe una risposta definitiva solo quando avesse avuto copia della decisione dietale. 1 Janssen, Reichskorrespondenz II, 983. Everardo von der Mark, vescovo di Liegi, ha negato a ragione d’essere autore di questa protesta (in Kapp, Kleine Nachlese II, 397 s.; cfr. Gebhardt loc. cit. 99 s.). Vedi TJlmann II, 711 ; Kalkoff, Aleander 218-219. •Cfr. Hegewisch, Maximilian I, n, 159; Kalkoff, Forschungen 100. 3 Brevi 22 e 23 agosto (cfr. Hefele-Hergenrötheb VI11, 792 ; Evers, Martin Luther II, 447 s.). 4 Cfr. Kalkoff, Forschungen 109. * Manoscr. Torrig. XXIV, 5, 18, 23. VOLTEUNl 71. • Volteuni 72. 1 Janssen, Reichskorrespondenz II, 989 s., 995.