74(i Libro III. Giulio II. 1503-1513. Capitolo 4. che di notte tempo.1 Dopo quanto era immediatamente prima avvenuto, non potevano essere amichevoli gli umori, che vi trovarono. « Se ciò non ostante si pretende che il papa avrebbe dovuto ricevere subito a braccia aperte quei figli ribelli, che poche settimane prima gli avevano gettato in faccia ingiurie grossolane, e che adesso, perchè sospinti dalla necessità del momento, venivano ad offrire obbedienza, la è questa una pretesa, che certa equità storica non osa esigere che da un papa ». - L’8 di luglio uno degli oratori, noto già in antecedenza a Giulio II, Girolamo Donato, fu assolto dalla scomunica personale e ricevuto in udienza. Le comunicazioni fattegli dal papa oltremodo offeso dall’appello dei Veneziani a un concilio, del quale allora si era avuto cognizione,:: furono schiaccianti. Venezia doveva sottomettersi a rigorosa penitenza, restituire all’imperatore Treviso e Udine, «rinunziare ai possedimenti in terra ferma, astenersi da ogni ingerenza in materia di benefici e dall’imporre balzelli al clero; similmente era uopo rinunciare all’esclusivo diritto di navigazione nel mare Adriatico, che la repubblica considerava conn* un mare veneziano da Ravenna a Fiume; soltanto dopo potevasi parlare di assoluzione ».4 II Senato fu altamente indignato al sentire tali richieste. Il figlio del doge esclamò : « Spediremo piuttosto cinquanta oratori per domandare aiuto a Costantinopoli, anziché fare quanto il papa esige». In realtà si fece interrogare il sultano se potevasi contare nel suo aiuto. ' Nel medesimo tempo sul teatro della guerra le cose cominciarono a prendere una certa piega in favore di Venezia colla rioccupazione di Padova (17 luglio). Un mese dopo giunse a Roma la notizia che i Veneziani erano riusciti a far prigione il marchese di Mantova.0 Giulio II era fuori di sè: sfogava in modo violento il suo corruccio.7 A mezzo dell’ambasciatore mantovano il 20 d’agosto con un breve speciale assicurò immediatamente a Man- 1 Sigismondo de’ Conti 11. 400. <*fr. anche Maukun, Le jounutì d'uu tu ut francai» ile Rome, in Mélange» d'arch. et d'Iiist. XXII. 206 s. 2 Rohrbacher-Knopfler 201. * 11 1” luglio 1509 egli rinnovò le censure emanate contro un simile al' peli« tla Pio II e lanciò l’interdetto contro Venezia. Unii. V. 479-481. innorans et eonfirnmns constitutioncin «¡ve est in vagantem Pii // eontra «11 pellante» ad futurum cmwilimn per 8. D. V. ■Itilitini II Pont. Mas. edita. >• et a. Biblioteca di 8 tato in Monaco. ■/. Con. /•'. Ititi- Vedi Picoth in Areh. d. Soc. Poni, di si. patr. XXXVII, 49: Bull. V, 479-481. * Canuto VIII. 511. Brosch. Julius li. 177 e Diario di Tommaso di VESTRO 710-711. »Bbmbtts. Hist. l'enei. 348 s. Girolamo Pril li presso Bonardi, Venezia 1 In lega ili Cambi ai 243 s. 'Brosch, Julius II. 177, 343. Hopf 1(58. « I/trzio, La reggenza d’Isalt. d’E»te 12 s., 89 ss. i Brosch, Julius li. 343. Luzio loc. cit. 15 s.