Libro III. Giulio II. 1503-1513. Capitolo 1. per opera dei nepoti idi Sisto IV ebbe cominciato a prevalere la tendenza puramente mondana, egli, al pari di altri uomini pii e gravi, si tenne lontano dalla capitale sebbene vi si fosse costruito a piazza di Siena presso l’odierna chiesa di S. Andrea della Valle un bel palazzo, il cui precipuo ornamento era allora il famoso gruppo delle tre Grazie donato poscia ai Senesi.1 Ancor più il Pic-colomini stette assente da Roma sotto Alessandro VI. Come suo zio Pio II il Cardinal Piccolomini era tribolato assai dalla gotta, divenuto innanzi tempo vecchio e malaticcio, sebbene conducesse una vita molto regolare. Sigismondo de’ Conti encomia in modo singolare lo scrupoloso amore dell’ordine, che il cardinale erasi prefisso come regola. « Non lasciava scorrere un istante senza trarne profitto; il tempo prima deH’aggiornare era consacrato allo studio, il mattino alla preghiera; sul mezzogiorno si davano udienze alle quali era con facilità ammessa anche la gente del popolo. Quanto al mangiare e al bevere era così sobrio, che non cenava se non ogni due giorni ».- 2»2-623: Steinmann, PintmHcchìo 118 s. ; Ricjiter. Siena2, Leipzig 1915, 143 s. : v. Keppleb in Hist.-pol. HI. CXLI (1908), 174. 1 Cfr. de Rossi in Boli. Coni. 1886, 345 s. : 1890, 104; Lanciasti I, 82; Eggeb, Codex linear. 106. _ 2 Sigismondo .e’ (Conti II, 291-292. ICfr. il nostro voi. II, 195, 384, 415 s., 601. Siccome tutte le fonti contemporanee parlano della buona fama goduta da IPio III (iSanuto V i89), così nessuno fra i moderni ha tentato d intaccarla (cfr. per es. i giudizi lusinghieri di critici non facili del resto a lodare un papa, come Sghbockh XXXII, 444; (Voigt, Plus II. I, 581). E™ riservato al Gregorovius nella sua Lucrezia Borgia 270 di venir fuori coll asserzione che Pio III «era stato padre felice di non meno di dodici tìgli tra maschi e femmine», non dando però ombra alcuna di prova per la sua asserzione. G. Palmieri Nuti, Lettera di Sigismondo Tizio, contro il Gregokovius già fin dal 1877, riattaccandosi a un’espressione del Tizio, che Pio III non ha sperperato il patrimonio di ,S. Pietro nè per guerre nè per bastai di, osserva: «E a proposito di questi non so astenermi dallo esternare il dubbio che, forse prestando troppa fede a dicerie riferite da cronisti, l'illustre Gregorovius nella sua recente pubblicazione intorno a Lucrezia Borgia, abbia attribuito addirittura una dozzina di tigli a questo cardinale Piccolomini, assiemando che d ingrandirli e arricchirli mancò a lui, fatto pontefice, il tempo, non l’intenzione. Il Tizio, contemporaneo, intimo della famiglia, un po' cattiva lingua [come dice di sè stesso], e certo non troppo parziale di papa Pio, perchè lo dice da sè. dovè partirsi di casa Piccolomini per suo respecto, qui gli dà lode di non essersi tinto idi tale pece, a quei tempi, con scandalo universale, Pur troppo comune ». V. anche Schnitzeb, Zur Gesch. Alex. VI. 17. « La frivola accusa sollevata da Gregorovius, fu di recente a ragione rintuzzata recisamente da Pastor». Ciò non ostante il Brosch. Julius II. 93 e il Creichton che 1<> segue (IV, 57), senza punto badare alla testimonianza di Tizio non si sodo peritati di ripetere, senza esame di sorta e senza curarsi