946 Libro III. Giulio II. 1503-1513. Capitolo 9. Colle grandiose figure dei profeti e delle sibille stanno in stretto nesso le vivaci scene famigliari note sotto il nome di Antenati di Cristo, che riempiono gli archetti (lunette) sopra le finestre e i triangoli delle lunette. Immerse in gravi e melanconici pensieri, queste figure profondamente sentite stanno ansiose in attesa della promessa delle genti, del vincitore sulla morte e il peccato. Come i profeti in modo puramente spirituale trasmettono ai secoli futuri il pensiero della promessa d’un Salvatore futuro, così loro missione è di assicurarlo in modo meramente fisico fino all’ultimo membro della serie genealogica. Ancor più che nei profeti l’artista qui s’è guardato dal dare una caratteristica storica e spesso ha creato mere scene famigliari e figure di carattere soggettivo. In quell’albero genealogico di Cristo, come anche per i profeti e le sibille, Michelangelo seguì i concetti dell’arte medievale.1 A questo terzo ciclo di pitture che come il secondo incornicia le rappresentazioni storiche principali tengono dietro come quali» i quattro grandi dipinti posti agli angoli della volta. Quivi con vigorìa altamente drammatica sono descritti gli scampi miracolosi del popolo d’Israele intesi come simboli della Redenzione: la uccisione di Golia, l’eroica impresa di Giuditta, il castigo di Aman, il miracolo del serpente di bronzo. Quest’ultima scena col contrasto suggestivamente espresso di salvezza e di rovina è una delle più magnifiche di tutto l’ornamento della volta-2 A questi quattro cicli di pitture il maestro con meravigliosa potenza inventiva aggiunse anche un gran numero di figure puramente ideali, che servono di nobile e geniale ornamento al suo palco architettonico.3 Michelangelo nell’ordinamento complessivo intendeva evidentemente d’imitare una decorazione festiva, come all’epoca del rinascimento solevasi fare anche nella ricorrenza di solennità religiose. La gran copia di figure decorative che Michelangelo appose parte al basso nei gheroni quasi a portare gli scudetti recanti i nomi dei profeti e delle sibille, parte come figure riempitive al di sopra dei pizzi degli archi in varie movenze, parte 1 Ofr. iLübke II, 101, 107-108 e quanto alle sibUle le esaurienti dilucidazioni di Kratjs-*Sat7eb II i>, 852 s. ¡Non essendo qui il caso di dare una vera e propria descrizione, non possiamo scendere ai particolari dei singoli gruppi, per quanto presentino squisite bellezze. |Cfr. ora principalmente .Steinmasi» II. 428 s. e per le scene delle lunette iSpahn 205 e C. ¡Sauter in Hist.-pol. Blätter CLIII (1914), 747 s. 2 Ofr. Ltìtzow, KuMtsehätse 439. Klaczko 368 s. Grimm. I*, 353 s. ; Justi, Beiträge 55 s. ; iStrinmanx II, 2S9 s. ; ìThode IV, 331 s. » Esse sono, dice Lì'rke II, 101, l'incarnazione viva dei membri architettonici. Cfr. Lützow loc. cit. 44<) e specialmente Burckhardt. Cicerone 642 s. intorno a queste «forze dell'architettura ravvivate e fatte personali» Una pift profonda e molto geniale concezione di queste ligure sostanzialmente decora tive, presso Kraus-Sauer II 2, 371.